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Roma, 27 ott – I numeri della crisi causata dalla serrata generale durante l’emergenza coronavirus fanno paura, ma anche quelli di un eventuale (e più che probabile) lockdown natalizio non scherzano. Per adesso, se sommiamo gli effetti delle nuove restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm al primo lockdown, possiamo stimare un crollo dei consumi per un valore complessivo di 229 miliardi di euro, ossia -19,5% in termini reali in un anno, a cui dobbiamo aggiungere un taglio potenziale di 5 milioni di posti di lavoro. Il solo comparto della vendita al dettaglio subirà perdite per 95 miliardi di fatturato (-21,6%) e nel settore rischiano il posto di lavoro circa 700 mila addetti. A lanciare l’allarme è il Rapporto Censis-Confimprese “Il valore sociale dei consumi”, che avverte: il lockdown durante le feste natalizie brucerebbe 25 miliardi di spesa delle famiglie.

Confimprese: “Flessione è stata immediata”

“La situazione della distribuzione e del commercio in generale, è già durissima oggi, con chiusure soltanto parziali, perché da quando, appena una settimana fa, si è cominciato a parlarne, la flessione è stata immediata, i clienti si sono diradati e la distribuzione, la ristorazione e il commercio hanno già intravisto i giorni bui di marzo e aprile“, spiega Mario Resca, presidente di Confimprese. “Senza contare – aggiunge – che, in relazione al virus, la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica in alcune regioni non risolve nulla, perché concentra i già scarsi clienti durante gli altri giorni della settimana, con disagi maggiori”.

“Un italiano su due accetta divieti solo perché convinto che a breve arrivi vaccino o cura”

Secondo Censis-Confimprese peraltro un italiano su due è disposto ad accettare gli attuali divieti solo perché è convinto che a breve arriverà una cura risolutiva o il vaccino. A sperarlo sono soprattutto i residenti del Sud (il 55,2% rispetto alla media nazionale del 49,7%) e gli anziani (il 53,5%). E a quanto pare sono disposti a reggere fino a Natale. Altro dato emerso dalla ricerca: se i consumi colano a picco, la nostra vita cambia in peggio. Questo il parere del 57,1% degli italiani intervistati, secondo i quali il benessere soggettivo dipende molto dalla libertà di acquistare i beni e i servizi che si desiderano. Un indice che preoccupa inoltre è che nel periodo dell’emergenza coronavirus, quando eravamo tutti chiusi in casa, il 42,7% ha acquistato online prodotti che prima comprava nei negozi. Lo stesso, in peggio, si verificherebbe sotto Natale, con un colpo durissimo al settore della vendita al dettaglio.

Coldiretti: “Con lockdown perdite di 4 miliardi solo per i turisti nazionali”

Ma non finisce qui, il lockdown a Natale cancellerebbe il desiderio di vacanze di oltre 10 milioni di italiani. Tanti sono i cittadini che lo scorso anno si sono messi in viaggio proprio nel periodo delle feste di fine anno. Lo fa presente un’analisi Coldiretti/Ixè in riferimento allo studio del Censis. A pagare il prezzo più alto di una serrata generale natalizia sarebbero le strutture impegnate nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Coldiretti stima una perdita di 4,1 miliardi solo per i turisti nazionali. A rischio – conclude l’associazione degli imprenditori agricoli – c’è un tessuto produttivo giù messo duramente alla prova da un’estate che ha lasciato un buco da 23 miliardi nei conti turistici nazionali per il calo delle presenze italiane e l’assenza praticamente totale degli stranieri. Buco che per un terzo colpisce proprio la spesa per l’alimentazione da parte dei turisti.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. A fronte di queste considerazioni rilevanti economicamente, non facciamo però l’ errore di lasciar sminuire questo Santo Natale Solare perché con quello che è accaduto abbiamo davvero bisogno di riprenderne il senso profondo.

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