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Roma, 11 set – Una cosa è certa, il ribaltone di Leonardo sulla vicenda Vitrociset farà discutere per parecchio tempo. La notizia è infatti destinata non solo a cambiare gli equilibri dell’industria italiana della difesa e dell’aerospazio, ma testimonia la volontà di Leonardo di esercitare il ruolo di leader in Italia, in barba alle voci secondo cui Profumo mirasse alla svendita del colosso nazionale della Difesa. Ma veniamo ai fatti. Il mese scorso, come riportato sul Primato Nazionale, venne comunicata l’intenzione di Fincantieri, in collaborazione con MerMec, di acquistare l’azienda italiana leader nei servizi di Information and Communications Technology (Ict) con l’obbiettivo di fortificare la propria posizione nel campo della strumentazione e dell’elettronica.
La notizia ha incrementato le preoccupazioni di piazza Monte Grappa, legate al caso Stx-Naval Group, temendo l’isolamento nel settore dell’elettronica per le navi militari. In tutta risposta, venerdì scorso, Alessandro Profumo ha annunciato a sorpresa l’intenzione di esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto del 98,54% di Vitrociset di cui già detiene la quota restante. Dopo questa decisione, a testimoniarne l’importanza, Piazza Affari ha registrato un rialzo del 7,17% delle azioni di Leonardo che si attestano a 10,43. “L’operazione crea valore contribuendo al rafforzamento di Leonardo nel suo core business dei Servizi, in particolare della Logistica, del Simulation & training e delle Operazioni spaziali, incluso il segmento Space surveillance and tracking (Sst)” si legge in una nota dell’azienda, che ribadisce come tale azione “consente di consolidare la filiera nazionale nel settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza, aumentandone la competitività con prospettive di mercato significative”.
Ora, poiché si parla di due società partecipate dallo Stato, occorrerà il parere e l’approvazione del Governo. C’è poco da scherzare, in Italia il settore Aerospazio e Difesa vanta quasi 13.5 Miliardi di fatturato, superato solo dal settore automobilistico. “Ritengo sia fondamentale, nonché costruttivo, che le nostre aziende di Stato dialoghino e parlino in modo collaborativo, poiché solo in questo modo riusciremo a rafforzare ed integrare il sistema Italia nel mondo, vincendo la sfida della competitività e della concorrenza internazionale” è stato infatti il monito lanciato dal ministro Trenta durante il Forum Ambrosetti di Cernobbio. Messaggi di “distensione” anche da parte delle due aziende. “Con Fincantieri abbiamo dei rapporti di collaborazione notevole; loro fanno la parte navale, noi facciamo tutto il resto, dai sensori ai radar, dai sistemi di comando ai sistemi d’arma” ha commentato Profumo assicurando che “non c’è nessuna frizione” con Fincantieri. “Riesamineremo la situazione, non abbiamo preclusioni. Agiremo nell’interesse del Paese”, sono state le parole di Giampiero Massolo, presidente dell’azienda della cantieristica navale.
Aldo Campiglio

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