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Roma, 2 ott – “L’Italia rischia una serie di downgrade sul rating“. Ecco la previsione di Goldman Sachs, che suona come una minaccia. Come se non bastassero lo spread che torna a salire, la Ue che boccia la manovra per lo sforamento del deficit, arriva – puntuale come una cambiale – anche la bordata di una delle banche d’affari più potenti del mondo.
Dopo la decisione del governo Lega-M5S di fissare nella Nota di aggiornamento al Def il deficit-Pil al 2,4%, l’Ue ci ha attaccato duramente, spianando la strada alle agenzie di rating, che si preparano ad abbassare il “voto” sul nostro debito sovrano. “A nostro avviso – si legge nella nota di Goldman Sachs – una politica fiscale così aggressiva metterà l’economia e gli asset italiani sotto pressione, oltre ad aumentare il rischio di una serie di downgrade sul rating del debito e a rendere difficili i negoziati con la Commissione europea (sulla legge di bilancio, ndr)”.
Gli analisti della banca d’affari lanciano l’allarme: il 2,4% del 2019 potrebbe poi diventare un 2,7% nel 2020 e addirittura un 2,9% nel 2021. Con il rischio che la traiettoria del debito si inverta e porti a un rapporto debito/Pil del 132,9% nel 2021. Numeri che sono veleno per l’Italia, che ha appena ingaggiato un braccio di ferro durissimo con Bruxelles per poter sforare il deficit e tornare a crescere.
Insomma, a quanto pare siamo soltanto all’inizio: con il downrating delle agenzie in combutta con gli speculatori internazionali, per l’Italia saranno giornate difficili sul fronte dei mercati.
Ma il governo Lega-M5S per adesso tira dritto e ribadisce che il deficit previsto non calerà. Staremo a vedere.
Adolfo Spezzaferro

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