Roma, 16 dic – Giorgia Meloni torna sul tema dell’immigrazione clandestina, al termine del primo Consiglio europeo a cui ha preso parte. Il presidente del Consiglio ha espresso considerazioni critiche sulla mancanza di un approccio comune all’immigrazione a Bruxelles. Ma i suoi appelli, come sempre, restano inascoltati.

Meloni, gli inutili appelli all’Ue sull’immigrazione clandestina

Il premier Meloni tuona sull’immigrazione clandestina, ma tutto appare, in modo abbastanza usuale, come il classico volo di Icaro senza successo. Il capo del governo italiano, come riporta l’Ansa, ha concluso la sua prima esperienza in un Consiglio europeo rimarcando l’aspetto che il suo esecutivo sta affrontando con maggiore difficoltà, almeno in questi primi mesi di mandato. In realtà, Meloni ha sottolineato il punto appena atterrata in terra belga. I Paesi del Mediterraneo non possono affrontare da soli l’aumento dei flussi, dice, insistendo su quella “soluzione europea” che dialetticamente vorrebbe puntare sul concetto dei confini continentali, più che su quelli nazionali. Una strada già battuta in passato, che ha dimostrato tutta la sua fallacia, sin dai tempi del penoso “accordo di Malta” dell’autunno 2019.

Bruxelles non ascolta, ma è l’approccio stesso ad essere perdente

Bruxelles, come sempre, non ascolta e si nasconde dietro frasi di circostanza. Tanto più che proprio fonti europee sottolineano la continuità delle affermazioni di Meloni cone quelle del predecessore Mario Draghi. Perché la verità nuda e cruda è che la “soluzione condivisa” non solo non manifesta alcuna soluzione, ma anche la solita – e a questo punto piuttosto noiosa, per quanto sia ripetitiva – accettazione del fenomeno, anziché un suo contrasto e una sua scomparsa definitiva. È la ripetuta logica delle “quote” che mai ha funzionato e mai funzionerà, sia per la sua inscindibile natura volontaria che per un approccio che invece di pensare a come “fermare” continua ad insistere su “come dividersi la rogna”, per usare espressioni più gergali. In un girotondo che appare infinito (come del resto avviene per quasi tutte le questioni che riguardano l’Ue, come l’ormai tragicomica discussione sul price cap dimostra pienamente). Da parte europea, insomma, non si è andati oltre il “caldo benvenuto” espresso dal presidente Charles Michel a Meloni. Per il resto c’è il vuoto. La cosa non è sorprendente per noi, non dovrebbe esserlo per il premier.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Campa cavallo se aspetti la Ue …bisogna trovare il modo ( con accordi diretti Italia -Libia e Italia – Tunisia ) per operare dentro alle loro acque e far riportare a riva le barche dalla loro Guardia Costiera .

  2. Era doveroso comunque provarci. Ora spero si cambi strategia e si attuino politiche di respingimento. Penso che sia necessario l’accordo con qualche paese africano al quale spedire gli africani che tentano la via clandestina

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