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Cuneo, 3 dic – Era uno degli ultimi reduci della battaglia di El Alamein, combattuta in terra d’Egitto. Luigi Castiglioni, classe 1919, è morto a Cuneo nei giorni scorsi. Nella sua lunga vita è stato ufficiale degli Alpini prima e dei Paracadutisti poi. Sabato, nella chiesa parrocchiale del Cuore Immacolato di Robilante, è stato dato l’ultimo saluto a questo Leone della Folgore.
Luigi Castiglioni nacque a Bologna, e da ragazzi si trasferì con la famiglia a Cuneo. Si iscrisse alle magistrali, ma l’Università rimase un sogno, perché la chiamata alle armi gli fece interrompere gli studi dopo la maturità. Fu un Alpino, e successivamente venne incorporato nella Folgore a Tarquinia, da dove venne inviato a El Alamein. Nella sanguinosa battaglia riuscì a sopravvivere, ma venne fatto prigioniero. Venne detenuto a Castiglione, per lungo tempo, e non cooperando studiò le lingue. Una passione che gli ha fatto compagnia per tutta la vita.
Da sempre il suo spirito sportivo lo fece eccellere nelle competizioni, e numerosi sono stati i suoi successi. Da ragazzo ha collezionato importanti risultati a livello nazionale nell’atletica, nei 400 metri piani e nel lancio del giavellotto. Bravissimo anche nello sci di fondo, disciplina che lo vide confrontarsi spesso con il giornalista e scrittore Giorgio Bocca.
Dopo la prigionia, nel dopoguerra svolse la professione di maestro elementare, con una parentesi al Provveditorato agli Studi di Cuneo. Si sposò con la signora Lucia, che si è spenta dieci anni fa. Insieme ebbero due figlie, Gloria e Grazia, che gli hanno dato la gioia di essere nonno di cinque nipoti.
Luigi Castiglioni è l’ultimo dei reduci di El Alamein che si è spento nelle ultime settimane. Lo scorso 22 novembre a Ponte di Piave, in provincia di Treviso, era morto Giacinto Della Torre, bersagliere di 98 anni che partecipò alle battaglie di Tobruk ed El Alamein. Dopo essere sopravvissuto venne deportato in Inghilterra dove rimase per tre lunghi anni. Negli stessi giorni, sempre in provincia di Treviso, a Villorba, se n’è andato anche un artigliere di El Alamein, Santo Zorzi di 98 anni. Di quella battaglia ha portato con sé per tutta la vita cinque schegge di una bomba che avevano raggiunto un polmone. E meno di un mese fa, il 9 novembre, è venuto a mancare un altro Leone della Folgore, il parà Italo Straccia di Massignano, in provincia di Ascoli Piceno. Aveva 96 anni.
Anna Pedri
 
 
 

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1 commento

  1. solo per capire cosa significasse essere un “Paraca” in quegli anni,invito i lettori del pregevole Primato Nazionale a fare una ricerca immagini come “TORRE LANCIO PARACADUTISTI TARQUINIA” ossia il primo addestramento basico con lancio su telo a scivolo eseguito da altezze tuttora impressionanti;
    per non aggiungere poi che – a differenza degli statunitensi – i nostri Fratelli di allora,si lanciavano con un solo paracadute, quindi senza quello secondario di emergenza; in caso di malfunzionamento del primo (fosse anche solo un “reggiseno”) gli esiti letali o gravemente infortunanti,erano purtroppo assicurati.
    PS davvero impressionante questo Vs ricordo dei vecchi Leoni Folgorini;
    non vorrei polemizzare con chi invece, da altra parte politica, continua a proporre come “reduci” partigiani chi nell’ultimo periodo della 2GM aveva sei anni o non era nemmeno nato,con menzione speciale delle “staffette partigiane in biciclettina con rotelle” compresa.

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