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Roma, 30 lug – Giallofucsia nella bufera per le nomine dei presidenti delle commissioni parlamentari. Infatti la maggioranza è stata battuta al Senato su due presidenze, che restano alla Lega. Confermato presidente della commissione Agricoltura Gianpaolo Vallardi, mentre è stato battuto il candidato di maggioranza, il 5 Stelle Pietro Lorefice. Vallardi ha avuto 12 voti, Lorefice 10, più una scheda bianca. Sulla carta, l’opposizione aveva soltanto 9 voti. Poco dopo, però, arriva una sconfitta ben più grave per la maggioranza, in commissione Giustizia: il leghista Andrea Ostellari viene confermato presidente di commissione, con 13 voti favorevoli.

Salta l’accordo su Grasso, LeU resta a bocca asciutta

Salta quindi l’accordo che prevedeva di portare alla presidenza della commissione Pietro Grasso (LeU), che ha ottenuto 11 voti. Il ministro della Salute e compagno di partito Roberto Speranza ha posto in Consiglio dei ministri la questione politica dopo la mancata elezione dell’ex presidente del Senato ma poi ha lasciato i lavori del Cdm, dopo aver votato la proroga dello stato di emergenza: “Inaccettabile quanto avvenuto. Serve un chiarimento di maggioranza“. Alla fine della giornata, infatti, soltanto LeU non ha ottenuto alcuna presidenza. Accontentati invece gli altri partiti di maggioranza.

Trattativa difficile per i giallofucsia

I capigruppo di Camera e Senato di M5S, Pd, Iv e LeU si sono incontrati per 4 volte nelle ultime 24 ore per trovare la quadra sui presidenti di commissione. Gli accordi hanno previsto l’assegnazione ai 5 Stelle di metà delle presidenze (14), quindi 7 alla Camera e 7 al Senato; al Pd 9 (5 a Montecitorio e 4 a Palazzo Madama), 4 a Iv (2 in entrambe le Camere) e 1 a LeU (Grasso alla Giustizia in Senato, poi saltata). Suddivisione che ha scatenato le proteste di diversi parlamentari grillini, secondo i quali in base ai rapporti di forza (M5S è partito di maggioranza relativa) ai 5 Stelle spettavano 8 commissioni e non 7 in ciascuna Camera. Sul fronte del Pd, invece, si è scatenata la concorrenza tra correnti.

Le proteste dei grillini

Nottata dura per i 5 Stelle nella battaglia sulle nomine. Alla Camera eletto alla Giustizia Catello Vitiello (Italia Viva) che però rinuncia all’incarico. Per questo ruolo, poco prima delle 2 di notte, passa la nomina del 5 Stelle Mario Perantoni, che era il nome previsto dagli accordi presi tra le forze di maggioranza, mentre il renziano Luigi Marattin alla fine la spunta e va alla guida della commissione Finanze, una di quelle chiave sul fronte dei soldi Ue e per questo molto ambita.

“Dopo aver perso la commissione Agricoltura al Senato è necessario un momento di riflessione interno alla maggioranza che riguardi le scelte fatte finora e riconosca con spirito critico anche gli eventuali errori commessi”, spiegano in una nota alcuni grillini della commissione Esteri della Camera. I mal di pancia sono stati scatenati, oltre per quello che alcuni 5 Stelle reputano un tradimento al Senato, dove è stato confermato il leghista Vallardi, anche dal nome di Marattin, attuale capogruppo di Iv in commissione Bilancio alla Camera, andato a guidare la commissione Finanze, in passato molto critico con il M5S.

Ecco tutte le nomine alla Camera

Alla Camera il dem Fassino è stato eletto agli Esteri, Rizzo (M5S) confermato alla Difesa, Paita (Iv) ai Trasporti, Serracchiani (Pd) Lavoro, Rotta (Pd) Ambiente, Nardi (Pd) Attività produttive, Casa (M5S) Cultura, Battelli (M5S) Politiche Ue, Lorefice (M5S) Affari sociali. Gallinella (M5S) è andato all’Agricoltura, Melilli (Pd) al Bilancio. Perantoni (M5S) è diventato presidente della commissione Giustizia, dopo le dimissioni di Vitiello (Iv). Marattin (Iv) come abbiamo detto è andato alla commissione Finanze.

E quelle al Senato

Ecco invece le nomine al Senato. Affari Costituzionali: Parrini (Pd); Giustizia: confermato Ostellari (Lega); Esteri: Petrocelli (M5S); Difesa: Pinotti (Pd); Bilancio: Pesco (M5S); Finanze: D’Alfonso (Pd); Cultura: Nencini (Psi-Iv); Lavori Pubblici: Coltorti (M5S); Agricoltura: Vallardi (Lega); Industria: Girotto (M5S); Lavoro: Matrisciano (M5S); Sanità: Parente (Iv); Ambiente Moronese (M5S); Politiche Ue: Stefano (Pd).

Lega: “Maggioranza allo sbando, Pd e M5S ai ferri corti”

A conti fatti, al M5S va una presidenza in meno rispetto agli accordi. Mentre il Pd fa il pieno delle nomine previste: 5 presidenze di commissione alla Camera e 4 al Senato. Stesso risultato per Italia Viva, che incassa le presidenze concordate: 2 alla Camera e 2 al Senato. E’ quindi soltanto LeU a rimanere a bocca asciutta. Per la Lega il caos sulle nomine “conferma che la maggioranza è allo sbando. Pd e 5 Stelle ai ferri corti non si accordano più su nulla“, fa presente il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo.

Adolfo Spezzaferro

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