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Roma, 23 mar – La XVIII legislatura si apre secondo un copione di certo non innovativo: i parlamentari del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle hanno avuto l’ordine di scuderia di votare scheda bianca nelle prime due votazioni per i presidenti di Camera e Senato. Ma attenzione, anche Forza Italia e Liberi e Uguali opteranno per la stessa mossa. L’impasse è fisiologica: non esistono ancora convergenze. I 5 Stelle hanno posto il veto sulla candidatura di Paolo Romani per il Senato e hanno pure rifiutato di trattare con Silvio Berlusconi. I vecchi arnesi della politica gongolano. “Chi ha vinto non ha capito la situazione”, dimostrando “incapacità a gestire la situazione”, sottolinea il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, parlando all’assemblea dei Gruppi. Dal canto suo, Luigi Di Maio ribadisce: “Io un Nazareno bis non lo farò mai, non porterò mai il M5S a fare una cosa del genere”.
All’assemblea del M5S Di Maio ha dettato la linea: “Non possiamo che votare oggi scheda bianca. Non dobbiamo mai dimenticare il metodo”. “Siamo aperti al confronto con tutti, massima disponibilità”, ha poi sottolineato dicendosi “orgoglioso della compattezza granitica sui nostri valori, siamo la forza del cambiamento. Cambieremo il Paese con l’integrità e la coerenza e questo cambiamento inizia con la presidenza della Camera“. Lo scenario che si profila a stretto giro è questo: Romani molto probabilmente verrà immolato – al netto dei franchi tiratori – secondo la vecchia regola che i primi nomi che si fanno vengono “bruciati”. I 5 Stelle puntano alla Camera, è lì che vogliono fare un pochetto di rivoluzione, ossia azzerare i vitalizi degli ex parlamentari.
Questo perché Di Maio & Co. sanno bene che non potranno fare nulla di tutto quello che hanno promesso. Hanno un altro peso, invece, le schede bianche di dem e forzisti. Nessuno esclude infatti che sia ancora in piedi un accordo sottobanco tra renziani e berlusconiani, i due grandi sconfitti che però ancora possono tenere in ostaggio il nuovo Parlamento. Salvini, dal canto suo, sa bene che senza Berlusconi il suo eclatante 17% sarebbe nulla rispetto al 32% dei grillini. Anche il Pd si augura tutto tranne che un governo Lega-M5S, che comunque resta confinato nella fantapolitica. Staremo a vedere. A maggior ragione che anche stavolta un Napolitano potrebbe fare la differenza, magari con un endorsement a un venefico mix Pd-5 Stelle.
Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Di Maio ha dichiarato; “orgoglioso della compattezza granitica sui nostri valori” E quali sarebbero questi valori? Sgarbi ha dichiarato che lui è gay, senza avere smentite.Quindi i valori sono la sodomia?? Se li puo’ tenere per se’, quei valori.
    Per quanto riguarda il Berlusca, continua a fare danni.Dopo non avere generato nessun successore in forza italia ,per via di un ego smisurato, al fine di contenere i voti l’m5s al sud italia, ora propone Romani che si è arricchito con i numeri porno a pagamento!

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