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Milano, 4 apr – Camminava come se nulla fosse armato di katana il nordafricano che ieri, in pieno giorno, ha seminato il terrore in piazzale Ferrara, zona Corvetto (Milano). Chissà che film si era visto prima di uscire di casa. Così, in evidente stato di alterazione mentale, con zainetto in spalla e cappellino con visiera e brandendo la spada in mezzo ai passanti, il nostro giustiziere urbano risultava essere una visione tra il terrificante e il ridicolo. Sicuramente l’agitazione dovuta alla probabile ubriachezza o assunzione di sostanze ha conferito allo straniero una forza sovrumana perché per fermarlo si è reso necessario l’intervento di ben otto uomini della Guardia di Finanza, che lo hanno neutralizzato con grande fatica.

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Spada e coltello

L’immigrato, che ha terrorizzato più di un passante della zona Corvetto, aveva, manco a dirlo, alcuni precedenti penali. Stando alle dichiarazioni dei finanzieri, “alcuni militari del Gruppo pronto impiego di Milano, nel corso di un’attività di controllo economico-finanziario del territorio per il contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, hanno intravisto un individuo passare lungo il marciapiede con la lunga katana in mano“. L’uomo la stava brandendo minacciosamente puntandola contro alcuni testimoni che lo hanno ripreso con un cellulare. E’ stato allora che gli uomini della GdF, i quali erano impegnati nel controllo di un cittadino, si sono diretti verso di lui per immobilizzarlo. Dapprima l’immigrato ha tentato di nascondere la spada giapponese sotto un’auto parcheggiata nelle vicinanze, ma poi ha estratto una seconda arma bianca – un coltello, stavolta – e si è scagliato contro i militari con l’intento di colpirli. E’ stato necessario l’intervento simultaneo di otto uomini per metterlo a terra, disarmarlo e immobilizzarlo. Le urla del nordafricano hanno anche attirato l’attenzione di alcuni residenti che – non avendo ben capito cosa stesse succedendo – in un primo momento hanno protestato per il trattamento inflitto all’uomo. Sul luogo è arrivata anche un’ambulanza ma nessuno ha avuto bisogno di essere trasportato al Pronto Soccorso. Le armi sono state sequestrate dalla GdF mentre per lo squilibrato si sono aperte le porte del carcere in attesa del processo per direttissima.

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Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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