Roma, 6 set – La legge sullo ius soli sta per saltare? Il Partito democratico, sostenuto da Repubblica e da una vasta campagna d’opinione, continua a fare del provvedimento una bandiera ideologica in grado di “salvare” la legislatura in senso progressista. Tutti, però, si stanno rendendo conto che l’aria che tira non va esattamente in quella direzione. Troppo malcontento popolare, troppi fatti di cronaca che sembrano smentire l’idilliaco quadretto ideologico con cui viene presentata la nuova legge. Già prima della pausa estiva, i sondaggisti rilevavano che lo ius soli faceva perdere al Pd due punti in percentuale al mese. Difficile che i fatti di Rimini, in cui tre presunti colpevoli dello stupro su quattro sono possibili destinatari della legge, contribuiscano a migliorare le cose. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha detto che lo ius soli sarebbe un deterrente per i reati, ma non ci crede neanche lui, anche perché le storie che ci giungono dagli altri Stati che hanno il diritto del suolo raccontano il contrario.

E poi, dettaglio non trascurabile, potrebbero mancare i numeri. Con centrodestra e cinquestelle contrari, al Senato tutto si gioca sul voto dei centristi. Difficile, però, che arrivino in sostegno del governo i voti di Ala e Gal. Incredibilmente, poi, stavolta Forza Italia non sarebbe disposta a fare da stampella al Pd, come sempre accaduto nei momenti critici. Nel Pd, secondo quanto racconta il Corriere della Sera, si starebbe facendo largo l’opzione di una rinuncia: “Nel Partito democratico e nel governo in queste ore si sta giungendo a questa conclusione. Certo, si tratta di una legge del Pd, fortemente voluta da Matteo Renzi, ma al Nazareno come a Palazzo Chigi si tende ad avere un approccio realistico alla delicata questione”. Insomma, sembra proprio che si stia andando verso un’archiviazione dello ius soli. Una volta tanto, un raggio di sole nel buio. Forse.

Giorgio Nigra

 

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2 Commenti

  1. interessante sempre il gioco o la controprova dello specchio,perchè se un figlio di africani nascendo in Italia diventerebbe “Italiano” dovrebbe altresì valere anche il contrario,cioè che un figlio di Italiani nascendo in africa dovrebbe diventare AFRICANO ed essere anche riconosciuto da noi come tale.

    Poi…secondo il terorema di questo Orlando, un cinese od un nigeriano acquisendo la cittadinanza italiana (e perdendo per le leggi del Paese di origine la primogenia cittadinanza cinese e nigeriana) rientrando magari in Cina o Nigeria dovrebbero rappresentare un RISCHIO di reati per quei Paesi.
    della serie “posa il fiasco” alla festa dell’Unità…

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