Roma, 23 mag – L’islamizzazione dell’Europa diventa una realtà nei dati pubblicati dal rapporto annuale della Fondazione Farefuturo , così come la cosiddetta Eurabia assume sempre meno i connotati di una congettura complottista. Dal 2010 al 2016, ben il 78 per cento dei richiedenti asilo, arrivati nel Vecchio Continente, hanno dichiarato di essere musulmani. La percentuale invece si abbassa al 46 per cento per quanto riguarda i migranti regolari, ovvero chi ha fatto ingresso legalmente nei Paesi europei grazie ai “decreti flussi” nazionali.


Il grafico illustra l’incremento della popolazione islamica avvenuto dal 2010 al 2016. In Europa, nel suo complesso, la presenza di musulmani è passata da 19,5 a 25,8 milioni, un aumento pari al 32 per cento. Il Paese che ha subito il più alto incremento è la Germania (51 per cento), dovuto all’accoglienza di quasi un milione di immigrati dal Medio Oriente. Al secondo posto troviamo l’Italia, con un aumento di islamici pari al 38 per cento, ovvero siamo passati dai 2,1 milioni del 2010 ai 2,9 milioni del 2016.

La Fondazione Farefuturo ipotizza tre scenari per prevedere la situazione della presenza islamica in Europa nel 2050: immigrazione 0, immigrazione regolare e immigrazione massiva. Nella prima ipotesi, immigrazione 0, gli islamici saranno 35,9 milioni, con un flusso migratorio regolare 58 milioni, mentre con un’immigrazione di massa, come in questi ultimi anni, 75,6 milioni di musulmani.

In Italia, se l’immigrazione dovesse essere fermata definitivamente, il numero degli islamici si stabilizzerebbe intorno ai 4,3 milioni, con la sola immigrazione regolare 7 milioni, invece se dovesse continuare il flusso migratorio irregolare, i musulmani diventerebbe 8,2 milioni.

A supporto dei tre possibili scenari, Fondazione Farefuturo si avvale di alcuni dati demografici: gli islamici mediamente sono più giovani (30,4 anni contro i 43,8 anni dei non musulmani), e il tasso di natalità delle donne musulmane si attesta a 2,6 figli rispetto ai 1,32 figli delle italiane. Quindi se i Paesi dell’Unione non dovessero varare le opportune politiche a favore delle famiglie autoctone, questi dati, uniti all’immigrazione, potrebbero influire pesantemente sulla futura composizione della popolazione europea.

Il continuo aumento demografico degli islamici nel Vecchio Continente va di pari passo con la minaccia jihadista: dal 2004 al 2018, i morti causati da attentati islamisti sono stati 641, ovvero l’88 per cento dei morti provocati dal terrorismo, mentre i feriti sono stati 4.387, il 91,8 per cento.

Il rapporto di Farefuturo elenca altresì le squadre di calcio europee controllate o sponsorizzate dai Paesi islamici: Milan, Roma, Paris Saint German, Real Madrid, Barcellona (fino al 2017), Bayer Monaco, Amburgo, Arsenal, Manchester City e Benfica. Addirittura, nel 2017 il Real Madrid ha eliminato dal proprio logo la croce in seguito ad un accordo siglato per la distribuzione del materiale tecnico della squadra in alcuni Paesi del Medio Oriente.

I Paesi islamici, i più ortodossi dove vige la sharia, sono impegnati anche nella colonizzazione finanziaria in Europa: il Qia del Qatar (operazioni per 4,6 miliardi di dollari investiti, dei quali un terzo in Italia), l’Ipic degli Emirati Arabi Uniti (2,4 miliardi di dollari investiti in Unicredit), la Mabudala degli Emirati Arabi Uniti (1,34 miliardi di dollari investiti in Ferrari, Piaggio Aero, Emi Music e Poltrona Frau), e la Kia del Kuwait (884 milioni di dollari investiti anche in Poste Italiane).

A queste si aggiungono le operazioni immobiliari: Milano Porta Nuova, Grand Hotel Gallia, Four Season di Firenze, alcuni alberghi di lusso in Costa Smeralda. Senza dimenticare la maison Valentino.

Le moschee italiane finanziate dal Qatar

Grazie alla pubblicazione del libro francese “Qatar Papers”, si è scoperto che il Qatar, tramite la Qatar Charity (già accusata di finanziare il terrorismo) ha inviato in Europa circa 72 milioni di euro, di questi 22 milioni in Italia. Nel 2007, Youssef al-Qaradawi, sceicco qatariota, affermava: “La conquista di Roma, la conquista dell’Italia e dell’Europa. Questo significa che l’Islam tornerà in Europa ancora una volta. Si può dire che questa conquista si farà attraverso una guerra? No, non è necessario. Esiste la conquista pacifica, e la conquista pacifica è uno dei principi di questa religione. Prevedo l’Islam tornerà in Europa senza ricorrere alla spada. Questo sarà fatto attraverso la predicazione e le idee”.

Per far avverare la profezia, nel 2015 al-Qaradawi ha chiesto ai musulmani di pagare un obolo per aiutare la costruzione di una moschea a Milano, pubblicando un tazkiyat (una raccomandazione) per raccogliere i fondi. Queste le cifre finanziate dal Qatar per la costruzione di moschee in Italia, rintracciate da “Qatar Papers: Lecco (130.436 euro e 208.698 euro versati nell’aprile 2013), Saronno (130.939 euro versati nel maggio 2013), Milano (104.876 euro e 104.876 euro versati a maggio 2013), Verona (200.000 euro versati a luglio 2014), Piacenza (150.000 euro versati a luglio 2014), Piacenza (100.000 euro versati a luglio 2014), Alessandra (200.000 euro versati a luglio 2014), Mirandola (120.000 euro versati a luglio 2014), e Vicenza (200.000 euro versati a luglio 2014).

Nel 2017, il progetto della Qatar Charity, per la costruzione di una delle più grandi moschee in Italia, è stato bloccato dal neo eletto sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, quando chiese le copie dei bilanci per stabilire la tracciabilità dei finanziamenti. Di Stefano ha poi dichiarato agli autori di Qatar Papers: “Ho aspettato un anno e non ho ricevuto nulla. Se ho voluto sapere da dove veniva il denaro, è perché sul sito internet della moschea si parlava del finanziamento dal Qatar. Volevo capire da cosa provenisse. Ho persino informato la polizia e la prefettura. Quando si è in buona fede, non c’è alcun problema a indicare l’origine fondi. Non abbiamo mai avuto i bilanci. Volevamo evitare le partecipazioni straniere che avrebbero potuto finanziare altre attività“.

Gori si cala le braghe, Salvini fa dietrofront

Diverso trattamento è stato riservato alla Qatar Charity dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e dal suo predecessore, Franco Tentorio. Tra il 2013 e il 2014, la fondazione qatariota ha effettuato sette trasferimenti di denaro per un totale di quasi 5 milioni di euro, l’intero costo del progetto del centro culturale islamico, a favore della comunità musulmana di Bergamo e del suo presidente Imad El Joulani.

Nell’ottobre del 2018, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si è recato a Doha, in visita istituzionale per partecipare a una iniziativa sulla sicurezza. Solo un anno prima, Salvini aveva accusato il Qatar di finanziare e fomentare il terrorismo. Per questo motivo, la dichiarazione del ministro ha lasciato molti basiti: “Tanta voglia di investire dai fondi qatarioti anche in imprese italiane della moda, dell’agroalimentare, nel mobile, nel bello, non snaturando le imprese e le aziende. Di questo ho parlato con alcuni imprenditori e Ministri”.

Francesca Totolo

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  1. Come sempre un articolo impeccabile e incontrovertibile, tragico e drammatico nella sua spietata freddezza e cruda realtà……… Diciamolo forte, siamo destinati a scomparire per colpa di ipocriti parassiti sinistrorsi, traditori della patria,spesso indegni pervertiti , con l’unico intento di distruggere la famiglia ed il tessuto sociale italiano……… Gli ipocriti parassiti comunistoidi sperano che poi negroidi ed islamici portino voti alla loro ignobile causa……..stolti, vi sgozzeranno uno ad uno……..viviamo in un mondo di mezzi ominidi dove il vomitevole perbenismo sinistrorso ci ha resi impotenti…………..la vigliaccheria piddino- sorosiana non fermerà gli arditi di CP, la codardia vomitevole delle sinistre italiote non spezzerà i valori patriottici……….ci dovranno uccidere oppure far arrestare da quei giudici impuniti ed impunibili che vogliono ribaltare i risultati elettorali, a meno che non siano favorevoli alle caste sinistrorse……….che cazzo di democrazia, una presa per i cabasisi.

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