Wellington, 15 mar – Sono almeno 40 le vittime in due attentati in due diverse moschee di Christchurch in Nuova Zelanda.

Ad aprire il fuoco nella prima moschea di Al Noor, dove c’erano 300 persone, sarebbe stato un commando di quattro persone. Poco dopo il secondo assalto alla moschea di Masjid nel sobborgo di Linwood. Il commando sarebbe stato formato da tre uomini e una donna. I feriti sono circa una cinquantina, ma il bilancio delle vittime potrebbe aumentare.

Oltre alla strage durante la preghiera del venerdì, sono stati rinvenuti esplosivi attaccati alle auto. Lo ha detto il commissario di polizia neozelandese, Mike Bush, durante una conferenza stampa. “Questo sottolinea la serietà dell’attacco”, ha fatto presente. Nel centro della città era in corso anche la manifestazione per il clima degli studenti, che è stata evacuata.

La rivendicazione

Poco prima degli attacchi era stato postato sui social, presumibilmente da uno dei killer, un manifesto di 87 pagine “anti-immigrati e anti-musulmani” che è stato poi bloccato.

La polizia della Nuova Zelanda ha “esortato con forza” a non condividere il link del terribile video di 17 minuti sulla strage. Anche molti utenti hanno esortato i social a rimuovere le immagini della strage che a quanto pare sarebbe stata trasmessa in diretta su Facebook.

Dopo poche ore una portavoce di Facebook in Nuova Zelanda, Mia Garlick, ha confermato che il video della strage è stato rimosso.

Secondo quanto riferiscono i media locali, almeno uno dei killer è di nazionalità australiana, razza caucasica, tra i 30 e i 40 anni, e indossava un’uniforme militare quando ha aperto il fuoco. Una notizia, quella dell’arresto del cittadino australiano, confermata anche dal primo ministro di Canberra.

Le armi degli attentatori

Il richiamo a Luca Traini

In un tweet postato da uno dei terroristi si vedevano anche alcuni caricatori delle armi automatiche, dove erano riportati nomi di terroristi tra cui quello di Luca Traini, 28 enne di Tolentino autore della sparatoria contro gli immigrati avvenuta a Macerata il 3 febbraio del 2018 e per cui è stato condannato a 12 anni di carcere.

Tra gli altri, quello di Alexandre Bissonette, 29 enne che nel 2017 uccise sei persone in una  moschea di Quebec City. Inciso anche, secondo quanto emerge da foto che circolano in rete, il nome di Sebastiano Venier, il Doge veneziano che sconfisse i turchi nella battaglia di Lepanto nel 1571.

Il profilo del terrorista, Brenton Tarrant, 28 anni, è stato poi rimosso ma alcune immagini sono continuate a circolare in rete.

I nomi sui caricatori degli attentatori

Il premier Arden: “Violenza senza precedenti”

Immediata la reazione del primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinta Arden. “Un atto di violenza senza precedenti” ha detto parlando alla nazione.

“E’ uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda”, ha proseguito, confermando che un sospetto è stato preso in custodia. La Arden on si è sbilanciata sul numero delle vittime ma ha ammesso che “si tratta di un evento significativo”.

Abbiamo alzato il livello di allerta“, ha detto poi il premier.

“Abbiamo rafforzato la nostra risposta dalle nostre agenzie al confine, negli aeroporti”.

Dopo pochi minuti la polizia ha reso noto che sono state fermate tre persone.

Ludovica Colli

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Commenti

commenti

10 Commenti

  1. Ormai da molti anni gli islamici commettono attentati e stragi contro di noi… Non c’è da meravigliarsi se qualcuno comincia a reagire, ripagandoli con la stessa moneta.
    Chi semina vento raccoglie tempesta.

  2. ..chissa perché….in Israele stanno bombardando musulmani a tutto spiano, ma nessuno se ne cura..anzi vengono benedetti…

  3. Il vento cambia,qualcosa si muove,la politica miope , ipocrita ed immigrazionista, produce l’ennesima tragedia……….non si può integrare chi non lo vuole……….

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