Il Primato Nazionale mensile in edicola

Lampedusa, 20 mar – Il comandante della nave Mare Jonio Pietro Marrone è stato convocato nella notte nella caserma della Guardia di Finanza di Lampedusa. Le Fiamme gialle gli hanno notificato il provvedimento di sequestro probatorio della nave dell’Ong italiana Mediterranea arrivata ieri sera al molo commerciale dell’isola con a bordo 49 immigrati irregolari prelevati in acque territoriali libiche.
Marrone si è presentato in caserma accompagnato dall’armatore Beppe Caccia, ex “compagno antagonista” di Luca Casarini e dal deputato di Sinistra italiana Erasmo Palazzotto. Questa mattina si terranno, presso la Capitaneria di porto di Lampedusa, gli interrogatori dell’equipaggio dell’imbarcazione.

La Procura, guidata da Luigi Patronaggio, indaga per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma al momento senza indagati. I magistrati, che lo scorso agosto avevano indagato il ministro Matteo Salvini per sequestro di persone, dovranno valutare se la nave ha agito correttamente e se l’operato dell’equipaggio è stato legittimo. In particolare, occhi puntati sulla comunicazione via radio tra la Gdf e la nave. Le Fiamme gialle hanno intimato l’alt durante la navigazione ma la nave ha proseguito a corsa perché “c’erano onde molto alte”.

Salvini: “I responsabili andrebbero arrestati”

Lo sbarco a Lampedusa per il vicepremier Matteo Salvini non è un caso. Intervistato a Radio Radio, ha affermato: “Coincidenza tra il caso di Nave Jonio e il voto sulla Diciotti? Io credevo a Babbo Natale fino a che avevo 8 anni. Poi un amichetto mi ha detto: ‘guarda che nell’armadio trovi i regali che ti portano mamma e papà’. Mi è crollato il mondo addosso. Ma da allora ho smesso di credere in Babbo Natale. Questo presunto salvataggio di questa nave gestita dai centri sociali era organizzato da giorni”, accusa.
Nessun pericolo di affondamento né rischio di vita per le persone a bordo (come documentato da foto), nessun mare in tempesta”, ha spiegato il ministro dell’Interno.

“Ignorate le indicazioni della Guardia Costiera libica che stava per intervenire, scelta di navigare verso l’Italia e non Libia o Tunisia, mettendo a rischio la vita di chi c’è a bordo, ma soprattutto – ha aggiunto Salvini – disobbedienza (per ben due volte) alla richiesta di non entrare nelle acque italiane della Guardia di Finanza. Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o Carabinieri, viene arrestato. Conto che questo accada”.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta