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Roma, 16 giu – Contro il Black lives matter depone le armi e si arrende anche Lucky Luke, il cowboy solitario che “spara più veloce della sua ombra”. Il prossimo album a fumetti del celebre e assai longevo – la sua prima avventura venne pubblicata nel 1946 – pistolero concepito e disegnato dal fumettista belga Morris, sarà tutto dedicato agli afroamericani, che avranno un posto di assoluto primo piano nella sceneggiatura. “Le storie di Lucky Luke dovrebbero svolgersi durante la guerra civile americana e oltre, eppure gli afroamericani non sono mai rappresentati negli album, se non in modo marginale”, ha spiegato Jul, autore dei due precedenti album di Lucky Luke, La terra promessa (2016) e Un cowboy à Paris (2018).

Non sarà sfuggito agli appassionati della serie a fumetti che negli oltre 80 album che vedono come protagonista il pistolero, i neri compaiono poche volte, spesso senza dire nulla. Un peccato imperdonabile secondo gli autori del fumetto – e una mossa commerciale che porterà sicuramente nuova linfa monetaria al progetto editoriale – che si sono “rimessi in riga” pubblicando l’album Un cowboy nel cotone. Disegnato come i precedenti da Achdé, uscirà il 23 ottobre da Lucky Comics. “È stato concepito molto prima della morte di George Floyd”, ha dichiarato Jul. Ma chissà per quale strano motivo, esce proprio ora. Nella copertina è disegnato Lucky Luke nel bel mezzo di un campo di cotone, a fianco di uno sceriffo di origini afroamericane. Sullo sfondo, quattro figuri incappucciati, membri del Ku Klux Klan, brandiscono delle torce accese. La storia, spiega Jul, è ambientata in Louisiana, dove Lucky Luke ha ereditato un’enorme piantagione di cotone. Il pistolero, fanno sapere gli autori, dovrà combattere per ridistribuire la sua eredità ai contadini neri. Speriamo sappiano coltivare la terra meglio dei loro colleghi dello Zimbabwe.

Chissà cosa direbbe invece di questa deriva Morris, defunto “papà” di Lucky Luke, che accusato di sbeffeggiare un po’ troppo i pellerossa nei suoi fumetti, aveva così risposto: “Mi sono sempre fatto beffe degli indiani come dei bianchi, quindi non mi accusate di razzismo: io ridicolizzo tutti”.

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. E’ evidente che la dittatura finanziaria che domina vuole creare ulteriori divisioni tra i dominati con conflitti tra le diverse razze, dopo avere creato quelli tra le diverse religioni, tra i diversi partiti e tra i impauriti da coronavirus che vedono l’altro concittadino solo come un pericolo da evitare in quanto untore

  2. Se avete dei dischi dei Molly Hatchet o dei Lynyrd Skynyrd conservateli bene… Gli “antirazzisti” potrebbero volerli mettere al bando…

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