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Roma, 1 mar – Stop del Garante della privacy all’ipotesi del pass vaccinale: serve una legge ad hoc. Il Garante per la protezione dei dati personali boccia dunque la possibilità di ricorrere a un lasciapassare per accedere in futuro a locali o servizi. O anche per viaggiare liberamente in base all’attestato di avvenuta vaccinazione. L’authority ritiene infatti che il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale per poter entrare, ad esempio, in palestre o aeroporti, debba essere oggetto di una norma di legge nazionale.



Pass vaccinale violerebbe rispetto della privacy

“Con l’arrivo dei vaccini anti-Covid-19 si discute dell’opportunità di iniziare a implementare soluzioni, anche digitali (es. app), per rispondere all’esigenza di rendere l’informazione sull’essersi o meno vaccinati come condizione per l’accesso a determinati locali o per la fruizione di taluni servizi”. E’ quanto si legge sul sito del Garante. A tal proposito, l’authority “richiama l’attenzione dei decisori pubblici e degli operatori privati italiani sull’obbligo di rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali“. Insomma, un pass vaccinale violerebbe il rispetto della privacy.

Utilizzo dati stato vaccinale, per il Garante serve una legge nazionale

“I dati relativi allo stato vaccinale, infatti, sono dati particolarmente delicati e un loro trattamento non corretto può determinare conseguenze gravissime per la vita e i diritti fondamentali delle persone. Conseguenze che, nel caso di specie, possono tradursi in discriminazioni, violazioni e compressioni illegittime di libertà costituzionali“, avverte il Garante. Ecco perché la questione deve essere oggetto “di una norma di legge nazionale, conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali (in particolare, quelli di proporzionalità, limitazione delle finalità e di minimizzazione dei dati). In modo da realizzare un equo bilanciamento tra l’interesse pubblico che si intende perseguire e l’interesse individuale alla riservatezza”, spiega il Garante.

Authority: “Segnaleremo questione al Parlamento”

L’authority pertanto mette in guardia che “in assenza di tale eventuale base giuridica normativa, l’utilizzo in qualsiasi forma, da parte di soggetti pubblici e di soggetti privati fornitori di servizi destinati al pubblico, di app e pass destinati a distinguere i cittadini vaccinati dai cittadini non vaccinati è da considerarsi illegittimo”. In tal senso, conclude il Garante, “la questione sarà oggetto di una prossima segnalazione al Parlamento”.

Adolfo Spezzaferro



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