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Roma, 1 mar – Le Frecce Tricolori compiono oggi 60 anni. “Auguri alle Frecce Tricolori per il loro 60 anniversario. Un autentico vanto nazionale. Espressione di tecnica, genio e creatività italiane ammirate in tutto il mondo“. Lo afferma il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in un messaggio pubblicato sui social. “Anche nell’anno della pandemia – ricorda – non hanno mai smesso di solcare i cieli per portare in ogni regione di Italia il loro abbraccio tricolore. Un messaggio di unità e di vicinanza a tutti i cittadini. Un invito ad alzare lo sguardo, a non farsi vincere dalle difficoltà e ad essere più forti di ogni sofferenza”.

Il ministro della Difesa Guerini: “In questo anno così duro abbraccio tricolore che non dimenticheremo”

Numerosi i messaggi istituzionali per i 60 anni della Pattuglia acrobatica nazionale dell’Aeronautica militare, costituita appunto il 1 marzo 1961. “Da 60 anni colorano i nostri cieli. Auguri Frecce Tricolori, simbolo di unità, eccellenza e speranza nel futuro. Ci avete fatto sentire protetti e vicini anche nei momenti più difficili. In questo anno così duro ci avete regalato un abbraccio tricolore che non dimenticheremo“. Lo scrive su Twitter il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “Auguri alle Frecce Tricolori. Oggi, sono 60 anni che gli uomini e le donne della pattuglia acrobatica nazionale sorvolano i cieli tingendoli con orgoglio con il nostro tricolore“. Così in un post su Facebook il vicepresidente della Camera Ettore Rosato. “Grazie per i valori che rappresentate e per le emozioni che ci regalate anche in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando”, conclude il presidente di Italia Viva.

Deidda (FdI): “Simbolo dell’eccellenza italiana”

“Oggi, 1 marzo, il 313º Gruppo Addestramento Acrobatico, noto come Frecce Tricolori, compie 60 anni. Era il 1961 quando nella base aerea di Rivolto (Udine) arrivarono i sei velivoli F-86E, appartenenti alla pattuglia del Cavallino Rampante, che costituirono la prima ‘Unità Speciale Acrobatica’ delle Frecce Tricolori guidata dal Comandante Mario Squarcina, già leader del gruppo acrobatico dei Diavoli Rossi. Sono 48 i Paesi del mondo che hanno avuto l’onore di veder sfrecciare la Pattuglia Acrobatica Nazionale (Pan) dell’Aeronautica Militare. Con il record mondiale per la bandiera più lunga mai realizzata, le Frecce Tricolori – simbolo dell’eccellenza italiana – rappresentano i valori, le professionalità e la capacità indiscusse delle nostre Forze Armate”. E’ quanto dichiara in una nota il capogruppo in commissione Difesa di FdI, Salvatore Deidda.

I dieci “Pony” in onore di Francesco Baracca

Con dieci aerei, di cui nove in formazione e uno solista, le Frecce Tricolori sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo. Il loro programma di volo, che comprende una ventina di acrobazie della durata di circa mezz’ora, le ha rese famose e riconosciute come una delle migliori pattuglie aeree acrobatiche a livello internazionale. Gli aerei della pattuglia sono denominati “Pony”, targati ognuno con un numero che va da 1 a 10 (il comandante pilota il Pony 0). Il nominativo “Pony” fu coniato dall’allora capitano Zeno Tascio per ricordare il cavallino di Francesco Baracca che costituisce l’insegna del 4º Stormo.

 

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. ennesimo esempio di soldi pubblici buttati via senza nessun ritorno a livello operativo;

    la PAN è l’equivalente aereo buonista del “surdato” in “missione” in KOZOVO (o come diavolo si dovrebbe scrivere questo territorio serbo) con l’immancabile bambino in braccio.

    le ho viste un milione di volte le Frecce in esibizione e mi sono sembrate sempre il momento meno interessante da un punto di vista militare,rispetto alle incredibili performarce di velivoli stranieri, spesso presenti,o a quei manici incredibili del 311° gruppo del RSV;

    in assoluto i migliori piloti dell’AMI.

    se non avessi remore ad essere accomunato a quella sinistra che periodicamente chiede lo scioglimento della PAN, lo invocherei anch’io,ovviamente per ragioni del tutto opposte.

    questo naturalmente NON significa non avere una pattuglia acrobatica nazionale; nei Paesi seri le pattuglie sono composte da piloti combat ready che volano nel loro ambito operativo e che qualche mese prima dell’estate, si ritrovano giusto per creare qualche numero da offrire al pubblico;

    l’idea invece che centinaia di militari debbano essere pagati da 60 anni,giusto per divertire dei bagnanti in ispiaggia, non può che suscitare pena e dispetto in chi vede nell’apparato militare qualcosa di assolutamente fondamentale quanto serio per qualunque Nazione degna di questo nome.

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