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Roma, 1° mar – E pensare che stavolta non aveva colpe (o quasi). Stiamo parlando di Vauro Senesi, che stamattina è stato attaccato frontalmente da Rita Dalla Chiesa. In un post su Twitter, infatti, la nota conduttrice televisiva è stata particolarmente dura con il controverso vignettista toscano: «Cambia nazionalità, così avremo un “italiano” come te in meno». Il commento della Dalla Chiesa arriva a corredo di un’immagine in cui Vauro tiene un cartello che recita «Anch’io sono italiano “purtroppo”». Ma la foto – pur sempre reale, niente fotomontaggio – risale però a circa tre anni fa.

Vecchia foto, nuove ruggini

Nel giugno 2018, con Salvini al Viminale, il governo gialloverde intendeva realizzare un censimento dei rom residenti su suolo italiano. Una normale procedura che per Vauro, però, assomigliava a un pogrom o a qualcosa di simile. Di qui il lancio di una campagna social con il messaggio «Anch’io sono italiano “purtroppo”». Un’iniziativa che, peraltro, si rivelò un completo flop. Tuttavia, negli ultimi giorni il vignettista è diventato oggetto di numerose critiche, soprattutto per le sue parole rivolte a Fratelli d’Italia, tanto che Giorgia Meloni ha annunciato di portarlo in tribunale. Per questo motivo un’utente di Twitter, postando la vecchia foto con il cartello, aveva chiesto ai suoi contatti di esprimere un giudizio su Vauro, cosa che appunto ha fatto Rita Dalla Chiesa.

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Dalla Chiesa contro Vauro

Nel suo post di commento su Vauro, come detto, la Dalla Chiesa ci è andata giù pesante: «Era italiano anche mio padre e chi, come lui, con le loro morti hanno permesso che tu potessi scrivere certe caxxate senza che nessuno ti prenda a calci», ha esordito la conduttrice rivolgendosi direttamente al vignettista ed evocando la figura del padre, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso nel 1982 in una strage di stampo mafioso. E poi l’invito finale: «Cambia nazionalità, così salvi la tua libertà di espressione. E noi avremo un “italiano” come te in meno».

Vittoria Fiore

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3 Commenti

  1. La Dalla Chiesa sulla morte del padre ci ha costruito la sua futile e inutile carriera e suo fratello Nando di cui è orgogliosissima non è meno di sinistra di quel pistola di Vauro. Un po’ di igiene mentale non le farebbe male.

    • Una cosa mi pare assodata: per te, Evar, mettersi nei panni degli altri è davvero dura.
      Se questa è politica…
      Pensa, tutti e quattro diciamo e scriviamo quello che pensiamo…, ti pare poco?!
      Continuiamo a combattere chi mente sapendo di mentire (questa è la vera, pericolosissima, infestante patologia); è davvero tempo di unione smascherante (sic!). Dopo, se riusciremo mai ad arrivare a un dopo, valuteremo i restanti,
      (Sai che il Nando D.C. ha dovuto pubblicare la prima ediz. del suo libro all’ estero? Leggendolo ci son rimasto di c…a anch’io).
      Il quinto, Vauro, è una macchietta, pure elemosinante. Utile per i gonzi, doloroso per chi soffre ancora.

  2. Rita dalla Chiesa ha fatto benissimo, anzi è stata anche moderata. Di tipi come Vauro che inneggiano al comunismo ce ne sono tanti però non c’è nessuno che, per coerenza, vada ad abitare in un paese comunista (anche se ormai ce ne sono pochissimi). Vauro si è fatto ritrarre tempo fa in Vietnam con dietro la foto di Ho-Chi-Minh. Non si capisce perché non abbia chiesto asilo politico in quel paese. Se poi vuole vivere in un comunismo ancor più radicale e folle chieda asilo alla Corea del Nord. Lì vivrebbe felice e contento e noi pure.

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