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Londra, 14 feb – Come è noto, i britannici sono un popolo di scommettitori. Scommettono veramente su tutto, senza remore, anche su fatti tragici. Non potevano mancare quindi scommesse e quotazioni sul coronavirus e su quanto l’epidemia inciderà sulle Olimpiadi di Tokyo. Le voci di un possibile annullamento o rinvio, a causa del viruso, dei XXXII Giochi Olimpici che si terranno a Tokyo tra luglio ed agosto prossimi, hanno infatti scatenato i bookmaker d’Oltremanica. Il ceo di Tokyo 2020, Yoshiro Mori, si è affrettato ad assicurare che “per quanto riguarda il Coronavirus circolano voci irresponsabili, ma vorrei chiarire che non stiamo pensando di posticipare o annullare i Giochi. Vorremmo coordinarci con il governo nazionale e agire in modo calmo”. Ma non ha convinto i bookmaker britannici, anche perché il business delle scommesse è davvero molto redditizio.

Le scommesse e le quotazioni

Ecco quindi che gli allibratori danno a 5,50 la possibilità che i prossimi Giochi olimpici possano essere annullati o posticipati. Nel quadro delle scommesse peraltro viene chiamata in causa anche l’Italia. Sì, perché ci sono anche le quote sulla nazione di appartenenza del primo atleta che rinuncerà ufficialmente a partecipare alle Olimpiadi per paura del virus. Al primo posto – riporta l’agenzia Agimeg – la Corea del Sud (quota 1,80), seguita da Taiwan (2,10) e Filippine (2,10). Seguono India (2,30) e Australia (2.30) e Vietnam (2,30). Non a caso, tutti Paesi vicini al Giappone. Al sesto posto troviamo la prima nazione europea: la Germania (data al 2,30). Ovvio che la quotazione tiene conto del fatto che i tedeschi sono il popolo più numeroso d’Europa e questo incide a livello statistico. La possibilità che sia italiano il primo atleta a rinunciare alle prossime Olimpiadi viene offerta a 3.50, quota che ci piazza all’undicesimo posto in questa speciale classifica, riconoscendoci un certo coraggio, visto che anche noi non siamo pochissimi. Curioso il fatto che la Cina, dove è nato il virus che sta spaventando il mondo, si trovi solo al 15 esimo posto, con una quota di 3,80. Ma magari nel caso dei cinesi intervengono altri fattori, che potrebbero avere a che fare con il regime comunista, per esempio.

Adolfo Spezzaferro

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