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Roma, 18 giu – Ci sono “Pd e M5S, cento parlamentari della maggioranza, secondo cui uno dei modi per rilanciare il Paese è puntare sulla filiera della canapa, legalizzare la cannabis e le canne“. Matteo Salvini va all’attacco del governo giallofucsia alle prese con una richiesta firmata da 100 esponenti della maggioranza convinti che le “politiche repressive sono inefficaci. Con la legalizzazione aiuteremmo l’economia e combatteremmo la criminalità”, è la loro brillante idea. “Ripeto: 100 parlamentari che, invece di occuparsi del turismo, dei precari, delle partite Iva, si preoccupano della cannabis – rincara la dose il leader della Lega -. Io impazzisco, ho due figli: la droga è merda, morte. Siamo veramente alla follia. Come si può pensare di rilanciare il Paese chiudendo le scuole ma distribuendo marijuana. Prima si vota meglio è”. Così Salvini torna a chiedere a gran voce che si torni alle elezioni (eventualità che i giallofucsia scongiureranno in tutti i modi possibili).

La richiesta dei 100 parlamentari pro-cannabis a Conte

A ben vedere, la richiesta delle 100 anime belle giallofucsia si commenta da sola: legalizzazione della cannabis per creare lavoro e far emergere un business illegale ora sommerso (che a lucrare sulle droghe sia lo Stato invece è una genialata). Comunque, i firmatari della lettera chiedono al premier Giuseppe Conte di “prendere in carico” la proposta e di “programmare un incontro con alcune delle principali associazioni di categoria: Federcanapa, Assocanapagroup, Ancica Canapa industriale”. Tra i sottoscrittori della richiesta troviamo soprattutto 5 Stelle, come il deputato Michele Sodano, il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, la senatrice ed ex ministro per il Sud Barbara Lezzi, il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia, la presidente della Commissione Affari Sociali di Montecitorio Lucia Lorefice. Hanno firmato la lettee anche esponenti del Misto ex M5S come la senatrice Paola Nugnes e il deputato Antonio Tasso.

Forse che i grillini vogliano recuperare consensi con questa “battaglia di legalità”? A vedere il caos che regna nel Movimento sembrerebbe che prima di proporlo, il prodotto sia stato assolutamente provato.

Adolfo Spezzaferro

5 Commenti

  1. Vogliono rincoglionire per bene i nostri giovani e meno giovani.Giovani già ridotti con il jobs act a dei precari senza possibilità di farsi un mutuo per la casa ed una famiglia dato che non hanno un reddito fisso da presentare come garanzia.Del resto sono i giovani la forza piu’ rivoluzionaria dato che non hanno niente da perdere.I burattini dei banchieri occulti che creano dal nulla il denaro in forma privata con cui ci depredano e che ci ha incarcerato e indebitato con la scusa di un qualsiasi virus vogliono creare un paradiso artificiale.Nel frattempo con la dittatura sanitaria finiranno di depredare e indebitare il paese e distruggere le aziende private che non controllano oltre a distruggere ogni identità nazionale, famigliare, religiosa e sessuale

  2. Non capirò mai certe prese di posizione, ha ragione l’articolo quando dice, che le hanno provate prima di proporle, ma non è certo un mistero che certa roba giri per il Parlamento.

  3. Tra un po’ qualcun altro arriverà a gettarsi fuori dalla finestra. Da Pinelli in poi fan finta di non vedere, non capire… Altro che scaricare le colpe sul Calabresi di turno! Questi sono connazionali indegni e di fatto veri istigatori a situazioni pure da suicidio.

  4. Nessuna politica è in grado di estiguere o ridurre il consumo, tollerato di fatto dalla nostra società e ritenuto poco pericoloso. Si tratterebbe di spostare nelle casse pubbliche risorse preziose che altrimenti andrebbero perse in mercati sommersi o criminali. Ovviamente, così come proposta dai giallofucsia fa schifo. Occorre farlo in modo “Nazionalcapitalista”, ossia i vizi si pagano, i proventi allo Stato sono dedicato a sanità, ricerca, sviluppo ed educazione e vanno previste pene durissime per chi viola i limiti.

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