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Roma, 31 gen – Il premier Giuseppe Conte gioca d’anticipo rispetto all’Istat e annuncia che l’economia italiana subirà ancora una frenata ma poi – assicura – ci sarà il riscatto.
Mi aspetto un’ulteriore contrazione del Pil, nel quarto trimestre”, dichiara Conte nel corso di un intervento in Assolombarda, a Milano.



“Abbiamo dati congiunturali che non sono favorevoli – spiega il presidente del Consiglio – Non dobbiamo girare la testa, il dato positivo è che non dipende da noi: la Cina, la Germania, che è il nostro primo Paese per l’export“.

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Se nei primi mesi di quest’anno stenteremo – spiega Conte – ci sono tutti gli elementi per sperare in un riscatto, di ripartire con il nostro entusiasmo, soprattutto nel secondo semestre, lo dice anche l’Fmi”.

Abbiamo una economia che crescerà – assicura – dobbiamo lavorare insieme, progettare gli strumenti per far crescere l’economia in modo robusto e duraturo”.

Poi il premier riconosce che il governo ha elaborato “una manovra economica che ci ha spinto in una zona molto rischiosa, siamo andati vicino a un procedimento di infrazione, siamo riusciti a scongiurarlo ed è stato importante per il sistema Paese”. La procedura “ci avrebbe creato dei seri problemi, per fortuna è alle spalle”.

A metà febbraio possiamo rendere operativo il piano nazionale per il riammodernamento e la sicurezza delle infrastrutture, con vari miliardi, attraverso la protezione civile”, annuncia Conte, sottolineando che si parla di “sonori miliardi freschi per mettere in sicurezza il territorio e le regioni che hanno dichiarato lo stato di emergenza. Ne approfitteremo per il sistema viario, per ammodernare le infrastrutture”.

La recessione tecnica

Dal canto suo, il ministro dell’Economia Giovanni Tria invita a “non drammatizzare”, perché anche in caso di recessione tecnica, assicura, “non cambia molto per la situazione italiana”.

In ogni caso il verdetto sta per arrivare: l’Istat infatti a breve renderà noto il dato sugli ultimi tre mesi dell’anno, insieme ad una prima stima su tutto il 2018 calcolata come media annua sui dati trimestrali.

Il governo gialloverde comunque ci tiene a precisare che la recessione è dovuta alle politiche economiche dei precedenti esecutivi. “La nostra manovra è entrata in vigore meno di un mese fa. Reddito di cittadinanza e quota 100 produrranno i loro effetti da aprile. E’ evidente a chiunque che la recessione tecnica del terzo e quarto trimestre 2018 è il risultato di fallimenti del passato. Noi siamo qui per invertire la rotta, e lo stiamo facendo”.

Padoan: “Da Palazzo Chigi parole infami e ignoranti”

Immediata la replica, più che piccata, dell’ex ministro dell’Economia, il piddino Pier Carlo Padoan: “Quelle di Palazzo Chigi sul Pil sono dichiarazioni infami e ignoranti. I dati parlano chiaro. L’andamento negativo è cominciato con la nuova maggioranza e con l’impatto dello spread“.

Al di là del consueto gioco delle parti – per cui da sempre chi governa “accolla” le colpe a chi l’ha preceduto – fa specie che un super tecnico come Padoan pur di non ammettere il fallimento delle sue politiche economiche si aggrappi allo spauracchio dello spread come un incompetente qualsiasi.

Ludovica Colli

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3 Commenti

  1. Fallimento delle politiche economiche di Padoan?
    Lui lascia con tutti gli indicatori in ripresa, questi arrivano demoliscono la fiducia degli investitori con dichiarazioni di uscita dall’euro, stoppando riforme, costruendo una manovra a deficit optando per un piccolo presente fatto a debito del domani e del dopodomani, incapinendosi a fare a testate con la commissione (e facendoci perdere soldi) sullo sforamento dei parametri per poi fare una retromarcia (per fortuna) cercando malamente di salvare la faccia, continuando a dire contro tutto e tutti (evidenza dei numeri compresa) che chi non credeva che stessimo crescendo (boom economico) era un agente dei poteri forti kattivi kattivi… E ora che di fronte alla realtà sono costretti ad ammettere che non è così la colpa se la dovrebbe prendere Padoan??!?!?!
    E che deve fare l’agnello di Fedro il povero Padoan? Un limite di sopportazione lo si dovrà ben riconoscere anche a lui no?

  2. Cara Ludovia Colli, in relazione alla frase qui sotto, fa specie vedere come lei non argomenti quello che scrive su Padoan e stia al gioco di Di Maio e Conte senza verificare per esempio che i dati sull’Export non sono affatto crollati, e che la crisi sia da ricercare in Italia e non sull’export in spread, cantieri bloccati, incertezza per le imprese.

    “fa specie che un super tecnico come Padoan pur di non ammettere il fallimento delle sue politiche economiche si aggrappi allo spauracchio dello spread come un incompetente qualsiasi.”

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