Catania, 31 gen – La nave Ong Sea Watch 3 con a bordo 47 immigrati irregolari è partita alle 5.30 da Siracusa e sta per arrivare a Catania.

La nave era stata bloccata da un guasto al verricello dell’ancora che è stato riparato nella notte e ora è attesa a Catania a minuti. Il comandante aveva chiesto di posticipare la partenza di qualche ora per far riposare l’equipaggio ma la Capitaneria di porto di Siracusa ha dato ordine di salpare immediatamente, con la scorta di due motovedette della Guardia di finanza.


Dopo essere sottoposti a visite mediche, una volta sbarcati a Catania, i 15 minorenni a bordo, per i quali verrà subito nominato un tutore legale, verranno portati in una comunità del Catanese, mentre i maggiorenni subito trasferiti nell’hotspot di Messina dove resteranno in attesa di essere redistribuiti negli altri Paesi europei che hanno accettato di accoglierne una quota.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha deciso di far sbarcare gli immigrati a Catania dopo che ieri la Prefettura di Siracusa aveva organizzato lo sbarco previsto nel porto rifugio per poi trasferire gli immigrati in bus. Lo sbarco a Catania sposta la competenza giudiziaria e ieri sera il vicepremier ha ribadito di augurarsi che “ad attendere a Catania la nave ci sia un procuratore che voglia indagare sul comportamento di questa Ong“, auspicando che l’autorità giudiziaria prenda in considerazione le ripetute irregolarità a carico dell’organizzazione tedesca.

Parola quindi al procuratore Carmelo Zuccaro, che in passato aveva chiesto l’archiviazione delle accuse per Salvini relative al caso Diciotti ed è stato il primo ad aprire un’inchiesta sulle complicità tra Ong e trafficanti di esseri umani.

Zuccaro, al termine delle operazioni di sbarco, farà certamente salire la polizia giudiziaria a bordo. E potrebbe anche sequestrare la nave come ha già fatto in passato con altre imbarcazioni Ong, la Aquarius e la Open Arms.

L’accordo sulla redistribuzione

L’impasse sulla Sea Watch, che ha sfidato il governo italiano entrando nelle nostre acque territoriali mettendo per altro a rischio le persone a bordo, è stata superata ieri grazie all’accordo con diversi Paesi Ue sulla distribuzione degli immigrati a bordo. “Su 47 in Italia ne resteranno uno o due“, precisa Salvini.

“Grazie alla nostra azione politica – spiega il vicepremier – alla fine, dopo dieci giorni, si sono fatti vivi otto Paesi: Germania, Lussemburgo, Francia, Romania, Spagna, Portogallo, Lituania e Malta. Ognuno prenderà un certo numero di migranti“. All’Italia ne rimarranno, appunto, soltanto un paio.

E sul fronte della lotta alle Ong e al loro traffico di esseri umani, il leader della Lega lancia un avvertimento: “Se mai arrivasse un altro barcone nei pressi delle coste italiane” è pronto a rifare “esattamente quanto fatto con la Diciotti e la Sea Watch“.

Staremo a vedere. Intanto l’auspicio è che davvero gli immigrati che stanno per sbarcare a Catania lascino l’Italia, segno che l’accordo con gli altri Paesi Ue sarà rispettato.

Adolfo Spezzaferro

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