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Milano, 21 nov – Silvia Romano, 23enne milanese, è stata rapita in Kenya, dove lavora come cooperante per la ong italiana Africa Milele. Da quanto si apprende dalla stampa locale il rapimento è avvenuto ieri sera in un centro commerciale di Chakama da una ottantina “uomini armati in modo pesante” probabilmente appartenenti al gruppo terroristico fondamentalista islamico Al-Shabaab.
Sempre secondo la stampa locale rapitori hanno utilizzato fucili AK-47 per sparare e, secondo i testimoni presenti, avrebbero subito concentrato la loro attenzione sulla giovane italiana. Nell’attacco sono rimaste ferite altre cinque persone, tra cui due bambini. Dopo l’attacco il commando è fuggito attraversando il fiume Galana.
È però probabile che il sequestro sia avvenuto in un mercato più che in un centro commerciale, visto che come ha spiegato il presidente della Ong per cui Silvia Romano lavora, Lilian Sora, in quella zona non sono presenti centri commerciali. “A quanto ci hanno raccontato le persone che abitano nel villaggio – ha aggiunto – sono arrivati quattro-cinque individui armati che hanno lanciato un petardo, facendo sollevare la sabbia e hanno sparato più volte. Poi sono andati, a colpo sicuro, nella casa dove era la nostra volontaria, probabilmente perché lì sapevano che c’era una italiana, anche se non so spiegarmi il motivo di quello che è successo. In quel momento era da sola, perché altri erano partiti e altri ancora arriveranno nei prossimi giorni”.
Nessuno al momento ha ancora rivendicato l’attacco e nemmeno l’identità di chi l’ha materialmente messo a segno. Così come non è chiaro quale fosse davvero l’obiettivo dell’attacco. Negli ultimi mesi, però, la zona è stata interessata da altri episodi di rapimento di stranieri da parte di gruppi fondamentalisti islamici. La Farnesina, che non conferma e non smentisce la notizia del rapimento, sta monitorando la situazione. Mentre la procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo di terrorismo.
Silvia Romano lo scorso si è laureata a Milano in una scuola per mediatori linguistici per la sicurezza e la difesa sociale con una tesi sulla tratta di esseri umani. Per mantenersi lavorava in una palestra milanese, in zona Città Studi, la Zero-Gravity. Poi è partita per il Kenya.
Anna Pedri
 
 

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4 Commenti

  1. …motivo….intascare il riscatto…. ora lo Stato dovrà sborsare qialche milione, dato che l’organizzazione non scucirà una lira…

  2. …ma è cicuro che non si tratta di una hippy? …ha una ”graziosa” e ”piccola” catenina con crocefisso, senza contare la coroncina in testa….

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