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Bruxelles, 27 mag – “Recovery fund da 750 miliardi di euro“. A poche ore dall’annuncio ufficiale della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, le agenzie anticipano l’ammontare del pacchetto per l’emergenza coronavirus. Il fondo Ue “si aggiunge agli strumenti comuni già varati. Una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”, commenta subito il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni. Ed è subito un fiorire di conti per capire quanti soldi andrebbero all’Italia: l’Ansa dice che in base a fonti ben informate al nostro Paese spetterebbero 172,7 miliardi di euro, ossia circa un quarto dell’ammontare complessivo. Ma – è proprio il caso di dirlo – non è tutto oro quello che luccica. Vediamo perché.

Per l’ok serve l’approvazione dell’Europarlamento e di tutti e 27 i Paesi Ue

In effertti, c’è poco da gioire visto che non siamo né Gentiloni né il ministro dem dell’Economia Gualtieri né tanto meno il premier Conte. Sì, perché questi soldi (che non sono ancora ufficiali) l’Italia in caso non li riceverà subito e comunque, a dispetto di quello che scrivono i media schierati con il governo giallofucsia, li dovrà restituire. Altro che fondo perduto, quindi. Innanzitutto siamo soltanto all’inizio del complesso iter del dinosauro burocratico di Bruxelles: la proposta che la von der Leyen comunicherà ufficialmente a breve dovrà essere approvata dal Consiglio europeo, dall’Europarlamento e soprattutto da tutti e 27 i Paesi Ue. Ma soprattutto il Recovery Fund farà parte del nuovo bilancio 2021-2027 della Ue.

ll punto sta proprio qua: posto che i “falchi del Nord” approveranno la dotazione di 750 miliardi, i soldi verranno presi da quelli previsti per la Ue a partire dal 2021. Soldi che mette anche l’Italia, sia chiaro. Ecco perché – lo ripetiamo – non si tratta di denaro a fondo perduto. Inoltre, una volta ottenuti, i fondi – che sarebbero quelli chiesto dall’asse franco-tedesco e che non incontrano il favore dei Paesi Ue che non vogliono condividere debiti – dovranno essere restituiti abbastanza rapidamente.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. Forse non si ha l’idea di quanti sono 750 miliardi di euro.
    Ad occhio e croce quello che in un anno producono 30.000.000 di persone in Italia.

  2. I burocrati stranieri che ci tengono per il collo con un trattato qualsiasi non votato dagli italiani, sono terrorizzati da sapere in un recente sondaggio che la maggioranza degli italiani non ne puo’ piu’ dell’ unione europea.Non potrebbero piu’ imporci come spendere le nostre risorse e farci finanziare i loro stipendioni ed enormi sprechi come ad esempio la sede della BCE,stampante a costo zero privata, che è costata ben 1300 milioni di euro!!
    Ora fanno finta di volerci aiutare con nuovo debito; per loro sarebbe drammatico se l’Italia rialzasse la testa e decidesse di produrre la sua moneta e trovare risorse alternative quali bot patriottici, minibot,nazionalizzazione di alcune banche e di bankitalia(privatizzata e svenduta nel 1992)