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Roma, 24 apr – Tensioni in maggioranza sul Recovery plan e il Cdm, previsto per stamattina alle 10 è stato rinviato: sono molti i nodi da sciogliere, a partire dal superbonus. M5S e FI infatti chiedono di estendere l’agevolazione fiscale al 2023. Ma la maggioranza è divisa anche su altri punti, come le riaperture, le liberalizzazioni e quota 100. Si attende un nuovo orario di convocazione, ma il Cdm a quanto pare dovrebbe svolgersi in ogni caso in giornata.



Recovery, le richieste della Lega

La Lega, secondo quanto riferiscono fonti di governo, sarebbe intenzionata per ora a lasciare sotto traccia la questione quota 100. Ma intende dare battaglia sul ritiro “a tradimento” della misura per la riapertura dei centri commerciali nei fine settimana in zona gialla, sparita dal dl Riaperture. Il partito di Salvini inoltre resta schierato con le regioni sul fronte del coprifuoco, che praticamente tutti – tranne il ministro Speranza e i colleghi giallofucsia – chiedono di spostare alle 23 (se non di eliminarlo del tutto).

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I 5 Stelle insistono con il superbonus

Quanto al superbonus, i 5 Stelle dovrebbero avere rassicurazioni sulla copertura fino al 2023 nel discorso che il presidente del Consiglio terrà alle Camere lunedì e martedì. Altro tema oggetto di dibattito sarebbe la governance della cabina di regia con un solo ministro politico.

Il Pnrr e i diktat Ue

Intanto proseguono le interlocuzioni con Bruxelles, dove il testo del Recovery plan, il Pnrr, dovrà arrivare entro il 30 aprile. Dal ministero dell’Economia fanno sapere che prosegue il lavoro sulle varie tabelle che compongono il piano. Come ha già scritto il Primato Nazionale, il Pnrr risponde a una serie di diktat Ue su “rivoluzione green” e transizione digitale e ben poco ha a che fare con un reale rilancio dell’economia del Paese.

Adolfo Spezzaferro

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