Bolzano, 13 lug – Sono oltre 50 gli striscioni che CasaPound ha affisso lungo l’Autostrada del Brennero per protestare contro l’arrivo di centinaia di nuovi profughi in Trentino Alto Adige. Gli striscioni recavano la scritta “Refugees not welcome” e sono stati esposti nella lungo la tratta regionale dell’A22 e tutti i caselli, in entrata e in uscita, dal Brennero a Ala. In un solo mese sono arrivati centinaia di immigrati, e per il futuro le previsioni non sono rosee.

Il coordinatore regionale di CasaPound nonchè consigliere al comune di Bolzano Andrea Bonazza motiva l’iniziativa: “Le politiche italiane sull’accoglienza sono sempre state fuori controllo e tutta Europa sembra essersene resa conto, tranne noi. Sono diverse centinaia i sedicenti profughi che il Trentino Alto Adige ha dovuto ospitare in un solo mese e tanti ancora ne arriveranno nelle prossime settimane”. Una politica, quella dell’accoglienza che non trova consensi non solo tra i militanti di CasaPound ma anche tra la gente comune: “Questi immigrati avranno anche il costoso ‘benvenuto’ delle sinistre e della Caritas, ma non hanno né il nostro, né soprattutto quello del nostro popolo” spiega Bonazza, che sottolinea come “questo morboso desiderio di accoglienza indiscriminata non è altro che il sintomo di una politica ormai esanime, priva di polso e amore verso i propri connazionali, e succube delle folli imposizioni del governo”.

Imposizioni folli che hanno reso le città del Trentino Alto Adige, e non solo, ostaggio della criminalità e del degrado che si accompagna all’immigrazione selvaggia. Quel che ne risulta è solo “la perdita dei nostri quartieri, l’indebolimento del nostro sistema sociale e lo sradicamento culturale del nostro popolo”. Bonazza si fa portavoce di quanti non hanno alcuna intenzione di arrendersi a una classe politica accondiscendente che ha dimostrato di non avere il popolo italiano tra le sue priorità.

Di seguito la fotogallery con gli striscioni apparsi nella notte sull’A22.

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5 Commenti

  1. Dissento sull’uso del termine “refugees” cioè “rifugiati”. Se l’iniziativa intende rivolgersi ai migranti economici che provano a varcare i confini clandestinamente, occorrerebbe usare un’altra parola: “clandestines” cioè “clandestini”.
    I rifugiati, quelli autentici, sappiamo sono una sparuta minoranza (Salvini dice circa il 7% del totale).
    Essi scappano da guerre tremende (Siria, Darfur, Yemen, ad esempio) scatenate proprio da quegli stessi poteri che in Europa spingono per la deportazione massiva di esseri umani.
    Per questa ragione sono da distinguere nettamente dai primi, da ospitare temporaneamente per poi favorirne il rientro in Patria non appena l’emergenza bellica si sia affievolita.

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