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Roma, 27 set – Italia Viva irrompe nei sondaggi e nel suo piccolo iniziare a fare la differenza. Soprattutto sul fronte dem, visto che ovviamente la neoformazione di Matteo Renzi nata dalla scissione dal Pd penalizza proprio il partito di Nicola Zingaretti. I numeri (che sono quelli della Supermedia settimanale dell’Agi) parlano chiaro. La Lega rimane in vetta alla classifica sulle intenzioni di voto, confermando un dato di poco sopra il 32%. Brutte notizie invece per il Partito Democratico, che risulta essere il partito con il peggior saldo negativo nelle ultime due settimane (-2,5%) e si ferma al 20% per un evidente travaso di voti verso Italia Viva. I dem fanno in ogni caso meglio dei pentastellati, il Movimento 5 Stelle infatti registra una flessione (-1,4%) che li piazza al terzo posto con il 19,6% dei consensi. Dietro Fratelli d’Italia (7,4%) e Forza Italia (6,4%), stabili e separati da un solo punto percentuale, troviamo Italia Viva, al sesto posto con un 4,1% di tutto rispetto. Come è noto, la Supermedia nasce per l’appunto dalla media dei risultati di più istituti demoscopici. C’è chi il partito di Renzi lo posiziona sotto al 3% (Ixè) e chi invece lo vede addirittura superare la soglia del 5% (Euromedia, Demopolis, Swg). Tra gli altri partiti, segnaliamo la flessione di mezzo punto di +Europa, che scende al 2,5% e si ritrova appaiata alla Sinistra ma davanti ai Verdi (1,8%).

Renzi guarda al centro e nel Pd tornano i “compagni”

A ben leggere i numeri emerge però anche un altro dato: Iv può sì pescare nel bacino di centrosinistra ora che, con i giallofucsia al governo, il Pd è in un polo di sinistra-centro. Ma almeno per adesso non sembra convincere né gli astensionisti né elettori di centrodestra. Insomma, Renzi guarda ai centristi che vengono da sinistra. Viceversa, ora Zingaretti – con la dipartita di Renzi – potrebbe recuperare appeal proprio a sinistra. L’ingresso della “compagna” Laura Boldrini, ex Sel e poi LeU, è la rappresentazione plastica di questo spostamento a sinistra dei dem. Bisogna vedere quindi se tra gli elettori tradizionalmente di sinistra qualcuno preferirà il Pd alle formazioni minori di “duri e puri” o ai 5 Stelle (sì, tanti di sinistra votano il M5S). E infatti, secondo l’istituto Swg, una pattuglia di elettori dei 5 Stelle (pari allo 0,7%) si starebbe ri-orientando sul partito di Zingaretti, ora al netto di Renzi e dei suoi.

Iv indebolisce la maggioranza, Conte bis ha vita breve

Un dato politico di rilievo è che la maggioranza degli italiani, interpellati in proposito da tre diversi istituti di sondaggio una settimana fa, ritiene che Italia Viva indebolisca la maggioranza giallofucsia. A questa sfiducia per il nuovo assetto in Parlamento (con la scissione di Renzi ora il governo è retto da M5S, Pd, LeU, Iv e Psi ma al Senato è nelle mani delle truppe cammellate del toscano) si collega il presagio che il Conte bis non duri molto. Ebbene, nonostante la diversità nel testo dei quesiti, nelle dimensioni del campione e nelle opzioni di risposta proposte dai rispettivi sondaggisti, il fattore comune a tutte le rilevazioni è la sfiducia verso l’ipotesi che il governo arrivi fino alla scadenza naturale della legislatura, nel 2023. Gli italiani che la ritengono l’opzione più probabile variano dal 15% scarso registrato da Ipsos al 24% di Antonio Noto. Almeno il 40% degli italiani è invece convinto che il nuovo esecutivo sia destinato a durare solo per qualche mese, o al massimo un anno. Peraltro sono numeri che fanno riferimento al sentiment precedente alla nascita di Iv. Ora il quadro potrebbe essere di sfiducia maggiore nei confronti dell’esecutivo. Infine, sul fronte del bipolarismo, Supermedia mostra che il sinistra-centro e il destra-centro sono separati da un punto percentuale: maggioranza giallofucsia al 46,2%, opposizione al 47,2%. Staremo a vedere, in ragione dell’azione di governo e delle iniziative dell’opposizione, quanti voti si sposteranno nel medio periodo.

Adolfo Spezzaferro

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