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Roma, 19 apr – Verso le riaperture con la maggioranza ancora divisa sulle modalità e sul coprifuoco: oggi il Cts si riunirà per fare il punto sulle regole, compreso il fantomatico pass per gli spostamenti tra regioni. Occhi puntati dunque sui protocolli per le riaperture, che dovrebbero consentire alle attività che riaprono di ripartire in sicurezza. Protocolli che spetterà al Cts, il Comitato tecnico-scientifico, di stabilire nel corso della riunione di oggi.

I nodi da sciogliere: pass per gli spostamenti e coprifuoco

Gli esperti dovranno fornire al governo dei protocolli che dovranno poi essere analizzati, approvati e messi in vigore in vista della ripartenza fissata per il 26 aprile a determinate condizioni. In tal senso, in settimana il presidente del Consiglio Mario Draghi dovrebbe incontrare nuovamente le forze di maggioranza per fare il punto della situazione. In sostanza ci sono ancora due nodi da sciogliere: il pass per gli spostamenti tra regioni di colore diverso e il coprifuoco, ancora fissato dalle 22 alle 5.

Il lasciapassare per salvare il turismo

Allo stato attuale, secondo le indicazioni del governo, dal 26 aprile saranno consentiti solo gli spostamenti tra regioni in zona gialla. Draghi aveva annunciato però in conferenza stampa che sarebbe stato possibile spostarsi tra regioni di colore diverso grazie ad un pass (che al momento non c’è). In assenza di questo permesso speciale, tra regioni di colore diverso sarà quindi possibile spostarsi solo per motivi di lavoro, salute o necessità. In occasione del prossimo confronto tra le forze di maggioranza dunque si parlerà anche dei tempi per la distribuzione del nuovo pass. Obiettivo è far entrare in vigore il nuovo sistema di spostamenti in tempo per la stagione estiva, per rilanciare il turismo. Anzi, è più corretto dire per non ostacolare troppo la ripresa del turismo.

Le condizioni per ottenere il pass

Sul piano pratico, per ottenere il pass bisognerà aver fatto il vaccino, essere guariti dal Covid-19, oppure presentare un tampone antigenico o molecolare negativo effettuato nelle 48 ore precedenti al viaggio. Tre le ipotesi che vanno per la maggiore su come realizzare il lasciapassare. La prima è consentire lo spostamento tra regioni di colore diverso (non prima di maggio, sia chiaro) a chi presenta un certificato della Asl o una autocertificazione che attesti i requisiti richiesti. La seconda è ricorrere al tesserino sanitario, sul quale verrebbero caricati i dati. La terza ipotesi è realizzare una apposita tessera digitale.

Scontro sul coprifuoco

L’altro nodo da sciogliere è quello del coprifuoco. Gli esperti e i “rigoristi” sostengono che al momento non ci sono le condizioni per procedere con la rimozione del coprifuoco, che almeno in un primo momento non dovrebbe essere neanche posticipato. Il leader della Lega Matteo Salvini invece insiste, chiedendo la rimozione di una misura assurda, visto che si permette ai ristoranti di riaprire anche a cena. A premere sul governo anche i presidenti di Regione e i ristoratori, ovviamente. Ma il ministro della Salute Roberto Speranza non sente ragioni: “Il coprifuoco non si tocca“, non fa che ripetere. E il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini concorda con lui. E’ scontro nella maggioranza.

Vedremo se Salvini la spunterà ancora o se per Draghi le riaperture sono il massimo della concessione e quindi gli italiani dovranno andare a cena fuori alle 19, come fanno i turisti stranieri (sempre se torneranno nel nostro Paese).

Adolfo Spezzaferro

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