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Roma, 22 mag – Una denuncia contro ignoti presentata da Areti Spa, la società di Acea che gestisce la distribuzione elettrica capitolina, è giunta fino alla Procura di Roma, la quale ha aperto un fascicolo relativo ai fatti accaduti nello stabile occupato da Action in via Santa Croce di Gerusalemme 55: qui l’11 maggio scorso il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, si era calato nei tombini dell’edificio per riallacciare la corrente elettrica, interrotta per una morosità di 300mila euro degli occupanti dello stabile. Come riportato dal Tempo, “il reato ipotizzato dal denunciante, un funzionario di Areti, è furto aggravato d’energia“. Per questa tipologia di reato l’autorità giudiziaria deve procedere d’ufficio, per cui “a questo punto è d’obbligo l’apertura di un fascicolo”. Sebbene la denuncia sia stata sporta contro ignoti, il cardinale si è subito attestato la paternità del gesto, assumendosene la responsabilità, e ora rischia di essere iscritto al registro degli indagati. 

“Realtà culturali”

“Sono intervenuto personalmente, ieri sera, per riattaccare i contatori. E’ stato un gesto disperato. C’erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi”. Così aveva dichiarato all’Ansa Krajewski. “Qui vivono 420 persone (tra cui 98 minorenni) e ci sono 25 realtà culturali. Ma non sarà certo il buio a fermarci. Questo è un’appello alla città di Roma”. Le “realtà culturali” di cui parla l’elemosiniere sono un’osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria, una sala prove e una discoteca, che fa regolarmente pagare l’ingresso agli avventori e somministra alcolici.

Cristina Gauri