Roma, 31 ott – Salta l’apertura nel centro di accoglienza in via di Salone a Roma nel quartiere Settecamini. Il Cas (centro di accoglienza straordinario) nella struttura “Villa Drina”, che avrebbe dovuto accogliere almeno 25 immigrati, tra cui anche alcuni di quelli provenienti dalla nave Diciotti, non aprirà i battenti per problemi “di sicurezza e ordine pubblico”. La prefettura nella sua comunicazione non specifica altro, ma è evidente che hanno pesato le mobilitazioni nei giorni scorsi di Lega, Fratelli d’Italia ma soprattutto CasaPound, che davanti alla struttura ha montato un vero e proprio presidio fisso.

“E’ una vittoria dei cittadini, e di CasaPound, che fianco a fianco ai residenti nei giorni scorsi ha presidiato 24 ore su 24 la palazzina per impedire l’apertura del centro d’accoglienza”, spiega il responsabile laziale di CasaPound Mauro Antonini. “La nostra barricata in difesa degli interessi degli italiani e contro quelli delle cooperative che lucrano sul business dell’accoglienza è la dimostrazione che uniti, in strada, si può vincere”.

Decidono fascisti e leghisti se e dove aprono servizi per rifugiati a Roma”, protesta l’ex consigliere di sinistra Gianluca Peciola, attualmente esponente del Movimento civico per Roma. “E’ il nuovo sottogoverno dell’era Salvini, una vergogna senza precedenti. Il bando era stato vinto regolarmente ed era tutto pronto per ospitare persone che fuggono da sofferenze estreme. Sono bastati pochi giorni di presidio, a pochi metri dalla struttura, da parte di CasaPound e della Lega per far cambiare idea a chi di dovere. Raggi che dice di governare Roma ha qualche commento da fare? Batta un colpo”.

Davide Romano

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