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Roma, 29 feb – Per gli addetti ai lavori il collegio Roma 01 di solito è uno di quei collegi definiti “blindati”. Il centro di Roma (più parti annesse della “Roma bene”) è infatti una delle ultime roccaforti elettorali del Partito democratico, nemico delle rozze periferie populiste e giustamente definito “il partito della Ztl”. Eppure questa volta la sfida non è scontata. Domani infatti nella parte centrale della Capitale si vota per le “suppletive”, con gli elettori che saranno chiamati alle urne per eleggere alla Camera il sostituto di Paolo Gentiloni – in seguito alla nomina per l’ex premier a commissario europeo per l’Economia. E così anche se il centrosinistra ha schierato un nome di peso come Roberto Gualtieri, attuale ministro dell’Economia del governo giallofucsia, la vittoria per Pd e compagni non è affatto scontata.

Affluenza ai minimi

A pesare in primo luogo sarà l’incognita dell’affluenza, visto che tra coronavirus e scarsa informazione istituzionale in pochi sanno che domani circa 160 mila elettori saranno chiamati alle urne. Per capirci una settimana fa Sandro Ruotolo è stato eletto a Napoli con una affluenza del 9,52 per cento. E’ probabile che uno scenario simile si replicherà anche nel centro di Roma. Un dato che non permette a nessuno di dormire sonni tranquilli, visto che buona parte della partita si giocherà sulla capacità di informare e mobilitare i propri elettori. Altra incognita è l’ottima campagna elettorale condotta dal centrodestra, che nonostante il silenzio mediatico sulle suppletive ad oggi ha svolto un gran lavoro. Insomma la sinistra non si porta la vittoria da casa.

Maurizio Leo, il candidato del centrodestra

Il nome scelto dalla coalizione per la sfida al centrosinistra è Maurizio Leo. Professore di diritto tributario già parlamentare di An e Pdl oggi in quota Fratelli d’Italia, rappresenta il profilo giusto per fronteggiare Roberto Gualtieri: “Scegliere me significa dare un segnale netto di non condivisione nei confronti dell’intera politica economica del governo Conte. Dovesse finire così dovrebbero prenderne atto a palazzo Chigi e agire di conseguenza”, ha detto Leo in una intervista a Libero realizzata da Antonio Rapisarda. Il programma di Leo è semplice: guerra dichiarata a tasse e degrado. “La sfida è proprio uno scontro fra diverse posizioni”, spiega il candidato di centrodestra. “La mia, quella che vuole una riduzione del carico fiscale nel nome di un fisco equo, a dimensione d’uomo, e quella del ministro Gualtieri, ossia di un fisco che mantiene l’impostazione della sinistra: aumentare le tasse. Aggiungo: voglio proprio vedere come farà lui a gestire questa situazione”.

L’impegno per Roma

Maurizio Leo – che in questi giorni anche insieme a Giorgia Meloni ha girato parecchi mercati rionali – ha una visione precisa per Roma: “Le tre priorità sono sicurezza, decoro urbano e abusivismo commerciale. È sotto gli occhi di tutti che il centro è una sorta di far west fra spaccio, aggressioni e scippi. Una città millenaria come Roma che rappresenta la civiltà non può vivere questo degrado. Rafforzeremo prima di tutto la presenza delle forze dell’ordine. È possibile, poi, trovare cumuli di immondizia fin nel cuore della Capitale? Solo il 50% dei mezzi dell’Ama svolgono il servizio”.

Insomma la sfida è aperta, e domani alle urne Gualtieri non potrà scappare come ha fatto per tutta la durata della campagna elettorale: “In diverse occasioni ho chiesto un confronto pubblico con il ministro“, ha spiegato Leo, “assicurando un confronto cavalleresco, con stile. Purtroppo non si è mai realizzato”. Di sicuro c’è solo una cosa: domani il confronto sarà inevitabile.

Davide Romano

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