Roma, 25 feb – Kiev sta per cadere, ma la domanda che tutti inevitabilmente si pongono adesso è: cosa farà la Russia una volta conquistata la capitale ucraina? L’obiettivo di Mosca è annettere tutta l’Ucraina, soltanto una parte oppure, terza opzione: instaurare un nuovo governo filorusso e poi progressivamente rientrare alla casa base? Nulla si può escludere in questo momento, per quanto su questo giornale più volte abbiamo considerato in particolare la terza opzione. Nessuno ha però la sfera di cristallo e le variabili, anche non previste dalle parti in causa, in uno scenario di guerra sono sempre dietro l’angolo. Nel frattempo è importante leggere bene le dichiarazioni del governo russo – via Peskov ma soprattutto via Lavrov – per quanto possano nascondere bluff calcolati. La prima: “La Russia continua a riconoscere Volodymyr Zelensky come legittimo presidente dell’Ucraina”, ha detto stamani il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Interfax. Per poi rispondere alla domanda specifica di un giornalista: “Sì, certo, Volodimir Zelensky è il presidente dell’Ucraina, sì”.

Lavrov: “Pronti a negoziare, ma non riconosciamo attuale governo di Kiev”

La seconda: la Russia è disposta a negoziare se l’Ucraina “depone le armi”, ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. “Siamo pronti per i negoziati, in qualsiasi momento, non appena le forze armate ucraine ascolteranno la nostra richiesta e deporranno le armi”, ha specificato Lavrov.
Ma “non possiamo riconoscere l’attuale governo dell’Ucraina come democratico“. Dunque cosa intende fare il Cremlino? L’operazione militare serve a “ripristinare un ordine democratico” a Kiev, afferma Lavrov. Per poi tornare ripetere il concetto, decisamente retorico, di Putin: “Noi siamo per la liberazione dell’Ucraina dal militarismo e dal neonazismo”. Secondo il ministro degli Esteri russo gli occidentali “hanno chiuso gli occhi davanti ai crimini di guerra contro la popolazione civile, agli omicidi di donne, bambini, anziani, alla distruzione delle infrastrutture civili e hanno incoraggiato in silenzio il rapido emergere del neonazismo e della russofobia, che alla fine ha fatto precipitare il Paese (l’Ucraina, ndr) nel suo attuale stato tragico”.

A prescindere dalla lettura russa sulla situazione politica ed economica in Ucraina e dal j’accuse rivolto all’Occidente, quello che emerge in concreto dal Cremlino è la volontà dichiarata di sostituire l’attuale governo di Kiev, pur riconoscendone formalmente l’attuale presidente. Basta davvero questo a Mosca? Presto per dirlo con certezza.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Vediamo se indovino: magari un governo tipo quello di una decina di anni fa, retto da un tale che aveva uno zoo personale in giardino?

  2. […] Roma, 25 feb – Vladimir Putin ha chiesto all’esercito ucraino di prendere il controllo della situazione, e sostanzialmente il potere al posto del governo di Kiev. Lo rende noto l’agenzia Nova. Che nell’aria ci fosse qualcosa era d’altronde desumibile dalle parole del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov di oggi. […]

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