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Roma, 11 mag – Non si placano le polemiche intorno ad Altaforte e in particolare sul libro “Io sono Matteo Salvini“. Dopo l’esclusione dal Salone del libro di Torino ieri era arrivato anche l’annuncio del boicottaggio da parte di oltre 120 librai della catena Feltrinelli, che chiedevano alla direzione centrale di poter togliere il libro-intervista dagli scaffali. La notizia ha fatto arrabbiare il ministro dell’Interno che sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Libri strappati, bruciati, censurati? Pazzesco. Questa è vera violenza”, aggiungendo al post il link ad un articolo che riportava la notizia del boicottaggio dei librai Feltrinelli.

La risposta di Feltrinelli a Salvini

Tra i commenti è subito arrivata la risposta della casa editrice: “Ma quale censura? Tutti i libri di o su Matteo Salvini si possono trovare nei nostri negozi e canali online, persino il libro Altaforte, che è ordinabile ma non sugli scaffali. Va bene l’accesso ad ogni forma di cultura ma promuovere libri di editori che si dichiarano apertamente fascisti, questo no. Ecco l’argomento del dibattito interno con una parte dei nostri librai. Si chiama democrazia altro che violenza”.

L’ipocrisia dell’editore “rosso”

Il “cerchiobottismo” di Feltrinelli è evidente: da una parte vengono garantite le ragioni del mercato (più che della libertà di espressione) spiegando che la vendita del libro è garantita, dall’altra si alza la bandiera dell’antifascismo militante opponendo un fermo niet alla promozione del libro di una casa editrice “fascista”.

L’ipocrisia dell’editore “rosso” per eccellenza è stata stigmatizzata in diversi commenti al post: tra i più popolari – con circa 1700 mi piace al momento – figura quello di un utente che ha pubblicato una foto del terrorista Cesare Battisti corredata dei libri scritti da lui con la dicitura: “Questi invece restano nelle librerie?”. Alla fine per smascherare l’ipocrisia dei “compagni” basta poco.

Davide Romano 

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5 Commenti

    • E’ spiacevole, per la libreria Feltrinelli, doversi confrontare con un provocatore come lei. Avrebbero dovuto esporre all’ingresso un avviso “Ai gentili Clienti che a Bologna Rossa e Antifascista non è educato richiedere l’ordinazione di libri editi da maleducati. Non per fare politica: è solo questione di Bon Ton”.
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      Un cordiale saluto

  1. Ragazzi, davvero, che discorsi sono… È un diritto di ogni libreria scegliere quali libri esporre. Se lo volete comprare andate online, o in un’altra libreria. È libertà anche questa, come quella di sostenere forme di fascismo nel 2019, purtroppo.

    • Brava. Per fortuna c’è ancora qualcuno in grado di ragionare e non solo italici difensori di chissà quale primato di questa nazione del cazzo. Vi ricordo che il primo re d’Italia aveva
      dietro il suo nome l’aggettivoo numerale “secondo”, perché prima che italiano voleva mettere in chiaro che era sabaudo. Ma quale nazione? Quale primato? Siete dei beceri ignoranti, persone ottuse e sciocche che cercano la propria insulsa identità dietro un patriottismo senza senso.

  2. Voi del Primato Nazionale siete autentica immondizia culturale, ma in effetti escludere Altaforte dal Salone del libro è stato un clamoroso errore strategico. Il miglior modo di combattere questi neofascisti è proprio farli parlare, perché con la loro ottusità, ignoranza e stupidità si metterebbero in ridicolo da soli.

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