Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 11 mag – La vendita di cannabis light è un ossimoro, dato che la vulgata becerotta continua a raccontare che “tanto non fa niente”. E se non fa niente per quale motivo viene acquistata e fumata? Il principio attivo denominato delta-9-tetraidrocannabinolo, meglio conosciuto come THC, è presente in quantità inferiori rispetto alla cannabis venduta dagli spacciatori, ma il punto è che risulta comunque ed effettivamente presente nelle sostanze vendute da queste specie di coffee shop italiani. Nessuno, poi, può credere alla favola che basteranno questi negozi e questa tipologia di cannabis. È del tutto evidente che il cammino verso l’apertura dei veri negozi venditori di cannabis, in stile Amsterdam, parta da un approccio timido com’è in effetti questo.

Una volta dato il via al commercio di sostanze stupefacenti, non esiste motivo per arrestarne il processo di divulgazione e vendita, soprattutto se viene pretesto il diritto a drogarsi, nuova frontiera dell’interventismo di Stato per il quale il Parlamento dovrebbe scolpire il nuovo diritto (si badi bene: non libertà) a fare uso delle sostanze peggiori. E più nocive sono e meglio è, secondo lo stupido ribellismo di coloro che vedono nello sballo una forma di protesta verso il mondo attuale. Una pianta è meglio fumarla che trasformarla in carta, direbbe Greta. Lo spessore è questo.

L’impegno di Salvini

Il ministro Salvini ha intravisto nei negozi che vendono cannabis light il cavallo di Troia che condurrebbe alla vendita della cannabis vera e propria. La questione della legalizzazione non è di poco conto in quanto non si sa cosa significhi legalizzare una sostanza dato che il codice penale non sanziona colui che si droga, e neanche il ministro dell’Interno ha mai colpevolizzato coloro che utilizzano gli stupefacenti. E quindi: lo Stato creerebbe un nuovo monopolio od ogni persona potrebbe coltivare un certo numero di piante in casa propria? Chissà! Drogarsi non è reato ma configura reato lo spaccio. Direte che è una contraddizione in termini: posso drogarmi ma nessuno può vendermi la droga. È esattamente così e non è detto che possa esser trovato un punto di equilibrio migliore dell’attuale, ossia di uno Stato che non fa la morale e dunque non ci impedisce di danneggiarci come meglio crediamo ma che, al contempo, vieta la vendita di sostanze nocive.

Matteo Salvini ha incontrato negli ultimi giorni varie associazioni di recupero di tossicodipendenti che hanno evidenziato come l’utilizzo delle così dette droghe pesanti passi sempre e inevitabilmente dall’utilizzo di quelle cosi dette leggere. Mantenendoci quindi su un piano logico, risulta insensato predisporre negozi dove si può acquistare e consumare cannabis, light o no poco importa, essendo proprio questa il ponte che conduce al consumo di eroina e veleni vari. Più coerente, a questo punto, sarebbe l’apertura di negozi, interamente gestiti dallo Stato, ove al bancone forniscono sia lo spinello e sia la siringa. Fornire la prima ma non la seconda non ha senso dato che la linea su cui si muovono gli amanti della droga è, come detto poc’anzi, il “diritto a drogarsi”. La valutazione che stiamo qui facendo non si basa su motti strappalacrime come “viva la vita, abbasso la morte”, roba che fa venire voglia di drogarsi senza essersi mai drogati, ma su analisi di ipotesi reali com’è quella riguardante l’esplosione della spesa pubblica sanitaria.

Abbiamo idea, in un contesto di droghe libere, di quanta assistenza ospedaliera in più servirebbe per soccorrere coloro che, data la facilità d’accesso, entrerebbero in contatto con quelle sostanze? Una soluzione potrebbe essere un’assicurazione all’americana: chi vuol drogarsi deve pagare un’assicurazione che gli copra le spese sanitarie derivanti dalla sua particolare attività ludica, poiché costui non può pretendere di pesare sulle spalle degli altri contribuenti. Ma pare un’ipotesi inverosimile. Non dimentichiamoci, poi, del genere di turismo che l’Italia attrarrebbe: orde di drogati in vacanza nel Belpaese per potersi strafare in santa pace.

Le castronerie di Saviano

C’è poi il genio, alla Roberto Saviano, che si batte per la legalizzazione delle droghe leggere perché così si combatterebbe la criminalità organizzata. D’altronde dal 2006, anno d’uscita di Gomorra, nessun governo è mai riuscito a elaborare una strategia così geniale per sconfiggere le mafie: c’era bisogno dell’intervento di Saviano. Ma si tratta della solita retorica progressista per la quale lui, e quelli pallosi come lui, sono sempre un passo avanti e dal futuro inviano suggerimenti. Peccato che lo spaccio delle droghe leggere rappresenti il 10% del mercato della droga, e dunque il restante 90 rimarrebbe nelle mani delle mafie. Motivo per cui la legalizzazione della cannabis risulterebbe inutile sotto anche questo punto di vista. E seguendo l’ipotesi di poco fa, ossia della legalizzazione di tutte le sostanze, è facilmente ipotizzabile una controffensiva della criminalità organizzata consistente nella creazione di un mercato parallelo in cui la droga costerebbe assai meno. E lo Stato si troverebbe nuovamente a combattere lo spaccio.

Questo fa parte della retorica ribellistica del mondo progressista che, a corto di idee e proletariato, vorrebbe trasformare la tossicodipendenza in un diritto inalienabile del lavoratore che a fine giornata può pretendere la siringa o la striscia. Lo facessero fare ai loro figli senza rompere le palle ai nostri.

Lorenzo Zuppini

La tua mail per essere sempre aggiornato

19 Commenti

  1. Decenni di proibizionismo hanno fatto solo gli interessi della criminalità organizzata, questo non lo dico io ma la Direzione Nazionale Antimafia, la quale auspica esplicitamente una qualche forma di legalizzazione. Questo articolo presenta il più classico pregiudizio della propaganda conservatrice: chi si fuma le canne finisce (“inevitabilmente” è stato addirittura scritto!) per bucarsi o tirare cocaina. Sulla base di questo pregiudizio, chi beve vino o birra è destinato a diventare inevitabilmente un ubriacone molesto con il fegato a pezzi mentre chi fa colazione con un cornetto è destinato a diventare inevitabilmente un obeso col diabete. È stato dimostrato da innumerevoli studi che alcool e tabacco fanno più male della marijuana (non mi risulta che le prime due droghe vengano usate per scopi terapeutici, a differenza della terza). Pertanto, secondo la retorica salviniana, lo Stato è già venditore di morte, avendo il monopolio sulla distribuzione del tabacco. Sulla marijuana, come su qualunque bene di consumo che crea dipendenza e può danneggiare la salute, bisogna fare cultura e non terrorismo. Bisogna fare cultura sui modi di assunzione, sui rischi, sulle tipologie, sugli effetti e soprattutto bisogna educare alla moderazione. Questo articolo è privo di argomentazioni valide e pieno di pregiudizi e luoghi comuni. Pertanto, è un messaggio propagandistico fine a se stesso che non può alimentare un dibattito costruttivo.

  2. Leggendo quest’articolo mi è sembrato di tornare negli anni 30 in piena propaganda proibizonistica, peccato per voi che siamo nel 2019 e ormai certe argomentazioni del genere non se le beve piu nessuno. Poi state parlando di una cosa che ormai è stata legalizzata da anni in un sacco di paesi che poi si son sviluppati meglio di prima, USA in primis. Detto ciò una pianta come la cannabis di che non ha mai ucciso nessuno, al contrario di alcool e tabacco, è inverosimile che venga tenuta illegale. Ah un un’ultima cosa, per tutti quelli che hanno paura della legalizzazione per un motivo o per l’altro vi posso assicurare che è già come se lo fosse da decenni, intendo che basta che esci di casa e vai in qualche parchetto o stazione e trovi di tutto.

  3. Frequento molti neurologi, di diversa estrazione culturale, tutti dicono che le cosiddette droghe leggere fanno male al cervello. Io, da libertario, non sarei per il proibizionismo, il problema è se poi si ricorre alla sanità pubblica (che in quanto pubblica, la pago anch’io che non mi drogo). Naturalmente lo stesso discorso lo faccio anche per alcool e tabacco: se il nesso di causalità alcool-patologia viene comprovato, la persona dovrebbe pagarsi le cure mediche. La differenza con alcool e tabacco, è che per le droghe c’è sempre stato il divieto, forse facciamo prima a continuare a vietarle. PS – Il tabacco fa male ma non brucia il cervello, le “canne” bruciano il cervello.

    • Ummm….. No le canne non bruciano il cervello. Secondo il tuo ragionamento, che da quanto credo di capire è se mi inibisce il cervello allora lo brucia, anche l’alcool dovrebbe avere lo stesso risultato. E in più per la cannabis non è previsto alcun aiuto per disintossicarsi, in quanto non da dipendenza nel senso medico del termine. L’unico danno che fa la cannabis di conseguenza è lo stesso di una sigaretta.

  4. “Uno Stato che non fa la morale e dunque non ci impedisce di danneggiarci come meglio crediamo ma che, al contempo, vieta la vendita di sostanze nocive.” Tipo alcol e tabacco (tralasciando il gioco d’azzardo perché fuori tema)?
    La cannabis “conduce al consumo di eroina e veleni vari” esistono evidenze scientifiche o è una opinione dell’autore?
    Il tema è controverso questo articolo dai toni bacchettoni sembra scritto da Giovanardi.
    Quella che va contrastata è la cultura dello sballo che viene spinta scientemente dai soliti noti. Lo Stato dovrebbe educare i giovani al rispetto del proprio corpo tramite lo sport, purtroppo forza e virilismo sono avversi a chi detiene le redini del potere, l’educazione fisica nelle scuole è una pagliacciata e la propaganda induce i giovani ad essere dei finocchietti viziati e viziosi. È altresì vero che la spinta verso la legalizzazione delle droghe è sostenuta, anche finanziariamente, dai signori del discorso perché funzionale alla creazione del nuovo uomo globalizzato atomizzato e iperindividualista.

  5. Sottoscrivo Matteo e Massimiliano.
    Poi, se si decide di fare un monopolio di Stato, non serve assicurazione, è compresa nel prezzo (sbaglio o 3/4 del costo delle sigarette sono tasse?). Oppure (secondo me preferibile) si legalizza solo la coltivazione in proprio. Certo, ci sarà sempre un poco di commercio sottobanco tra conoscenti, l’importante è che non sia un business. Inutile dire che vorrei veder stroncato lo spaccio e gli spacciatori senza molto riguardo.
    E cosa significherebbe “nuova frontiera dell’interventismo di Stato”? Il proibizionismo è interventismo.
    Per essere chiari, io fumo (sporadicamente), non rompo le palle a nessuno, e non voglio essere rotto le palle da nessuno. E sono vostro assiduo ed entusiasta lettore, voto Lega, alle europee voterò (comunque) Destre Unite (perchè capisco quali sono le priorità), lavoro come sviluppatore software, pensa quanto sono rincoglionito.

  6. qualunque cosa, non solo le droghe pesanti, anche l’alpinismo e le pratiche sadomasochiste, sono passate dallo spinello, per il semplice fatto che lo spinello è esperienza di 8 italiani su 10. Consumate cannabinoidi non è di sinistra e non è riconducibile a una sola finalità, può servire a chi soffre di insonnia, a chi è malato di sclerosi multipla, a chi non ha nulla da fare nella
    Vita e a chi non può assumere miorilassanti per intolleranza al farmaco. Fare la crociata contro la cannabis significa solamente aiutare il narcotraffico che non si basa sulla cannabis ma sulla cocaina e gli oppiacei, che occupano un centesimo di spazio rispetto alla cannabis e rendono mille volte di più. La cannabis per la destra è come l’immigrazione per la sinistra, tabù che allontana dal comune sentire e dal buon senso. Detto questo è vero che non esiste un diritto a drogarsi, perché vorrebbe dire che esiste un obbligo (dello Stato) a farti drogare. Semplicemente lo Stato dovrebbe controllare vendita e consumo e tassarli, realizzando miliardi di euro per investimenti e welfare che sono altrimenti irreperibili, come dimostrano le ultime statistiche che hanno rivelato ancora una volta che gli italiani non reinvestono e non spendono i soldi derivanti dalle politiche economiche espansive: li mettono in banca e non li muovono più. In un contesto del genere ditemi voi dove trovare soldi per sanità e spesa pubblica (senza farsi ulteriormente strangolare dal debito). Chiudo dicendo che è vero che la cannabis fa male, ma non più di farmaci, alcol e altre sostanze nocive correntemente vendute.

  7. Quando c’era Lui in Italia tutti fumavano canne che andavano sotto il nome di canapini in quanto l’erba è divenuta illegale soltanto dopo la liberazione!

  8. Questo articolo sembra scritto da topo Gigio, pregiudizi medioevali…teorie passate per fatti scientifici, come la teoria del passaggio a droghe pesanti, che appunto non ha fondamenti scientifici ed è stata più volte smentita…che tristezza non hanno argomenti, ma infondo non li hanno mai avuti…

  9. Articolo bigotto, anacronistico e di parte per il piacere di esserlo. Demagogico per antonomasia. Risulta, inoltre, una certa ignoranza, o meglio, poca raccolta dati ed informazioni sui metodi di reperibilità di liquidità delle organizzazioni criminali. Va contro anche il più semplice dei mercati economici regolamentati (uno spacciatore non ha alcun interesse nel non vendere ad un minorenne, un negoziante ci pensa 40 volte sapendo che a rischio c’é la sua attività.) Possiamo essere spaventati e pensarla come chi ha scritto l’articolo o essere Adattativi e cercare di regolamentare un commercio che esiste più o meno da quando esiste l’uomo ed il baratto. Lascio un compito a casa per il redattore dell’ articolo: si vada a leggere e documentare su quali siano i cannabinoidi esogeni oltre al delta9thc, potrebbe rimanere sorpreso dalle evidenze cliniche e statistiche nei soggetti che consumano cannabinoidi (non per forza thc)

  10. Ecco un chiaro esempio dell’ ignoranza italiana. Che poi c’è gente che ci crede realmente a ciò che c’è scritto e va realmente a votare gente come Salvini, che oltre alla licenza media a un diploma d’ ignoranza spettacolare.

  11. Da come scrivi si evidenzia che sei un proibizionista accanito non ha senso scrivere un articolo se lo vuoi indirizzare sulla tua unica via d pensiero sei solo un egocentrico con sa fare bene i conti

  12. Questo articolo è confutabile dalla prima all’ultima parola ed è la dimostrazione che qui il cambiamento fa evidentemente paura.

  13. Leggo una sostanziale concordanza di tutti i commenti: l’articolo e’ una pagliacciata. Ne sono davvero felicissimo!
    Che la cannabis NON sia dannosa lo ha scritto molte volte persino un ministro della salute italiana che si chiamava Umberto Veronesi (cercate su qualsiasi motore di ricerca). Che la cannabis NON rappresenti un cancello di ingresso alle c.d. droghe pesanti (e che anzi sia vero proprio il contrario), e’ provato da numerosi studi (cercate su qualsiasi motore di ricerca), e ormai lo sanno anche paperino e topolino. E lo sa bene perfino l’autore, che secondo me mente spudoratamente sapendo di mentire. Si sappia, per il solo piacere della logica, che la questione e’ frutto di un errore chiamato SILLOGISMO: mia nonna ha tre denti, la forchetta ha tre denti, allora mia nonna e’ una forchetta…Infatti anche se fosse vero che tutti coloro che usano droghe pesanti ci sono arrivati partendo dalle leggere, secondo SEMPLICE LOGICA questo ovviamente non implica affatto che tutti coloro che usano droghe leggere passeranno alle pesanti. E cioe’ le cause che portano alle droghe pesanti possono essere ESTERNE all’utilizzo della cannabis (si pensi ad esempio ad un disagio personale, per il quale QUALSIASI sostanza psicotropa rappresenta un tentativo di evasione… mai sentito parlare di dipendenza dall’ALCOOL?). Sono sicuro che ciascuno di noi conosce personalmente molti individui che utilizzano cannabis da anni e sono “socialmente impeccabili”, e invece conosce pure personalmente molti individui che sono alcolizzati e rappresentano un ENORME problema sociale, fonte accertata di violenze domestiche e private e di abusi su minori…Ritengo molto probabile che quasi tutti coloro che usano droghe pesanti abbiano abusato pure di alcool, ma NESSUNO PER QUESTO HA MAI SCRITTO CHE L’ALCOOL RAPPRESENTA UN CANCELLO DI INGRESSO ALLE DROGHE PESANTI. Come mai? O forse pensate che i tossici non abusino di alcool? Riflettete…
    Di cannabis non e’ mai morto nessuno, di alcool tantissimi giovani muoiono ogni fine settimana per incidenti stradali, e per cirrosi, e per tumori alla vescica, e al pancreas.
    Infine, pongo un semplice problema di coscienza. Per quale motivo io, durante la mia esistenza su questo pianeta, non dovrei avere il sacrosanto diritto di coltivare PER ME STESSO, SI BADI BENE, qualsiasi pianta che io desideri? E perche’ non dovrei poterla consumare come desidero? Chi deve decidere al posto mio cosa io posso coltivare per me stesso? Chi deve decidere al posto mio cosa posso consumare e cosa no? Chi deve decidere al posto mio se io debba vivere o possa morire in pace?
    Domande semplici, che URLANO il desiderio di risposte altrettanto semplici. E OVVIE ! ! !
    Liberta’, liberta’, liberta’ ! ! ! ! ! ! ! !

  14. Lo facessero fare ai loro figli senza rompere le palle ai nostri???? non ha il minimo senso questa ultima affermazione.come se legalizzazare una droga implichi l’obbligo di usarla.spari meno cazzate per favore.io non bevo e non mi drogo non fumo nemmeno sigarette ma onestamente preferisco mille volte avere intorno gente che fuma erba e se ne stanno nel loro mondo tranquilli piuttosto che ubriachi che fanno incidenti stradali,risse e vomitano dappertutto.

Commenta