Roma, 28 dic – “Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri, milioni di persone che hanno diritto a seguire la propria squadra e che non vanno confuse con pochi delinquenti che girano con il coltello in tasca. E’ una risposta sbagliata“. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini interviene sulla questione sicurezza e manifestazioni sportive, tornata sotto i riflettori dopo la morte del tifoso interista a San Siro in occoasione di Inter-Napoli.

Certe partite a rischio non saranno più giocate in notturna ma alla luce del sole, a mezzogiorno, alle 15, e con elicotteri della polizia che possano controllare i delinquenti“, anticipa Salvini a margine della presentazione del “teatro virtuale” della Polizia Scientifica a Roma. “Non è più possibile – aggiunge il leader della Lega – che il calcio sia ostaggio delle tv e di interessi economici miliardari, serve un po’ meno business e un po’ più valori“.

La posizione di Salvini è differente da quella espressa dal premier Giuseppe Conte, più propenso allo stop delle partite (che però penalizzerebbe tutti, indiscriminatamente). “Sulla sospensione la mia posizione personale sarebbe stata senz’altro quella di dare un segnale forte e ho visto che anche Giorgetti ha espresso una pari sensibilità. Occorrerebbe dare un segnale di cesura forte ricorrendo anche a una pausa delle manifestazioni sportive ma – è il punto di vista del presidente del Consiglio – lascio alle autorità competenti la valutazione. E’ mia abitudine studiare tutti i dossier e questo non l’ho studiato”. Comunque, ribadisce il premier, “si tratta di comportamenti inaccettabili. Serve una reazione e valuteremo se è il caso di rafforzare” le pene per la violenza negli stadi ma “attenzione perché quando si inaspriscono troppo le pene, c’è il rischio che poi non vengano applicate“.

Alberto Palladino

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