Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 5 nov – Matteo Salvini torna sulla polemica per l’astensione della Lega in Senato sulla cosiddetta Commissione Segre “per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”. In un’intervista al Corriere della Sera, il leader della Lega chiarisce: “Se ci si fosse limitati all’antisemitismo non avrei avuto problemi” a votare per l’istituzione della commissione straordinaria di Palazzo Madama di cui la senatrice a vita Liliana Segre è prima firmataria. Ma, avverte Salvini, “le commissioni etiche le lascio all’Unione Sovietica“. In ogni caso, precisa, “Liliana Segre è una persona che merita tutto il mio rispetto e le chiederò quanto prima un incontro”. Il punto, quindi, per l’ex ministro dell’Interno è che la commissione mette troppa carne al fuoco, col rischio che si possa interpretare come istigazione all’odio – è solo un esempio, sia chiaro – la posizione di un esponente dell’opposizione sull’immigrazione clandestina.

Salvini mette le mani avanti sul voto in Emilia Romagna

Sul fronte delle prossime elezioni, quando gli chiedono se davvero il voto in Emilia Romagna è cruciale, Salvini risponde: “Per me no, mentre a sinistra c’è grande preoccupazione”. Ma, puntualizza (forse perché non è affatto detto che il destra-centro possa vincere nella regione rossa per antonomasia), “c’è in ballo solo il voto degli emilianoromagnoli“. Quando l’intervistatore gli chiede se non è sicuro di vincere, il leader della Lega risponde: “Non ci sono io al governo, né sono stato io a portare il premier in Umbria a mettere la faccia su una sonora sconfitta. Tuttavia, per la sua storia, la sinistra non potrebbe archiviare una sconfitta come se nulla fosse“.

“Questi litigano su tutto, non darei nulla per scontato”

Più in generale, per il leader dell’opposizione, non è detto che il governo giallofucsia sopravviva fino al voto in Emilia Romagna: “Questi fanno un vertice al giorno, litigano su tutto. Non darei nulla per scontato”. Governo comunque “abusivo” per Salvini, secondo il quale il Conte bis, “corretto nella forma ma non nella sostanza politica, non doveva nemmeno nascere”. In ogni caso, una vittoria del destra-centro in Emilia Romagna sarebbe clamorosa, e segnerebbe l’ennesima sconfitta consecutiva della sinistra, che perderebbe la sua roccaforte storica. Più in generale, rimarca il leader della Lega, “se si votasse oggi il centrodestra avrebbe una maggioranza assoluta e governerebbe il Paese“.

Adolfo Spezzaferro

Commenta