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Roma, 25 nov – La Calabria è ancora senza commissario per la sanità. Ieri infatti il Consiglio dei ministri, dopo lo scontro tra Pd e M5S sul nome di Narciso Mostarda, proposto dai dem, si è risolto con un nulla di fatto. Sì, perché i 5 Stelle a quanto pare spingevano per l’ex prefetto Luigi Varratta, osteggiato invece dal Pd. Insomma, dopo le dimissioni di Cotticelli e Zuccatelli e la rinuncia di Gaudio – perché la moglie non voleva trasferirsi a Catanzaro -, e dopo un aspro confronto durato fino a tarda notte su Mostarda, medico che dirige la Asl Roma 6, e sull’ex prefetto di Reggio Calabria Varratta, i calabresi restano ancora senza commissario. Un balletto ignobile, una tragica farsa che prosegue da settimane – con tanto di (inutili) scuse del premier Giuseppe Conte. E intanto spunta pure l’ipotesi di chiedere ad Agostino Miozzo, attuale coordinatore del Comitato tecnico scientifico, di sacrificarsi per l’incarico.

Gratteri: “Ora nessuno scenderà in Calabria a bruciarsi la carriera”

“Dopo tutto questo parlare, molta gente anche capace, addetta ai lavori, non scenderà in Calabria perché rischia di azzerare una carriera brillante per un anno e mezzo, due, di commissariamento”. E’ la “sentenza” del procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, ospite a DiMartedì su La7. “Se poi non riesce nel progetto, nel risultato, azzera quello che ha fatto in quarant’anni di brillante professione”, spiega. “Il rischio c’è ancora – prosegue il magistrato -, anche perché nell’ultimo decreto c’è la possibilità di scegliersi 25 collaboratori, però all’interno dell’Asp della Calabria. Ma se alcune di queste Asp sono state sciolte per mafia, il commissario da dove li deve pescare? Se i soggetti attuatori devono essere le Asp e nelle Asp c’è gente che è entrata come portinaio e usciere e adesso è dirigente, un manager addetto ai lavori non va a rischiare. Quindi ci vorrebbe la possibilità di poter scegliere almeno in campo nazionale, almeno di poter avere uno staff per andare a controllare i bilanci, i pozzi senza fondo di alcune Asp che addirittura non hanno bilanci da anni”, sottolinea Gratteri. Quadro reso ancor più grave dall’emergenza coronavirus.

Dal canto suo, Matteo Salvini boccia Mostarda (comunque bocciato pure dal governo): “Con tutto il rispetto per un dirigente della sanità di Zingaretti, la Lega continua a ritenere che la scelta migliore sia quella di un manager o di un medico calabrese, che già conosce la realtà da risanare”, fa presente l’esponente dell’opposizione.

Adolfo Spezzaferro

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