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Roma, 3 feb – E’ scontro nella maggioranza giallofucsia sulla prescrizione, con Matteo Renzi che alza il tiro: “A Bonafede dico fermati finché sei in tempo, perché in Parlamento votiamo contro la follia che avete fatto e senza di noi non avete i numeri in Senato“. Così il leader di Italia Viva, chiudendo l’assemblea nazionale, manda un messaggio forte e chiaro al M5S. Immediata e durissima la replica del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: “Non accetto ricatti e minacce da nessuno. E vado avanti“. Posizione confermata dal capo politico reggente M5S, Vito Crimi: “Il Movimento non si fermerà. Siamo sulla strada giusta. L’Italia ha un enorme bisogno di giustizia“. Insomma, Iv può mandare sotto il governo sulla riforma della giustizia. E a quanto pare lo farà, in assenza di un dietrofront dei 5 Stelle. Sì, perché Italia Viva è pronta a votare in Parlamento il ddl Costa insieme all’opposizione se sulla prescrizione non venisse prima approvato il lodo Annibali nel Milleproroghe, che propone di tornare alle norme dell’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando o, in alternativa, il rinvio secco della riforma Bonafede.

Renzi: “Bonafede fermati, non avete numeri senza Iv”

“A Bonafede dico: fermati immediatamente perché noi in Parlamento votiamo contro la follia che avete fatto sulla prescrizione, non dite che non ve l’avevamo detto, noi tra poltrone e ideale e civiltà giuridica scegliamo i secondi. E non avete i numeri senza di noi al Senato, forse anche alla Camera, perciò rifletteteci bene”. Così Renzi lancia quello un vero e proprio ultimatum al Guardasigilli. “Il 27 partirà la campagna sulla giustizia se qualcuno pensa che in nome del mantenimento dello status quo veniamo meno ai nostri principi ha sbagliato clamorosamente“.

Bonafede: “Non accetto ricatti e minacce da nessuno, vado avanti”

“Ho dato disponibilità a fare tutti i vertici necessari per dialogare, senza pregiudizi, e per apportare miglioramenti alle varie norme sulla giustizia. Infatti, sono state vagliate e sono ancora al vaglio diverse proposte per garantire certezza e celerità dei tempi – prosegue -. Continuerò a farlo perché è giusto che sia così. Questo è l’unico metodo possibile in un governo con diverse forze politiche. Ed è un metodo che dovrebbero rivendicare e difendere tutte le forze di maggioranza. Ma sia chiaro: non accetto ricatti e minacce da nessuno. E vado avanti“, scrive su Facebook il ministro Bonafede.

Orlando (Pd): “Polemica assurda, confrontiamoci”

Sullo scontro tra Renzi e Bonafede è intervenuto il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando: “Si sta sviluppando un’assurda polemica che rischia di coprire le critiche ragionevoli venute dai vertici della magistratura“. “Occupiamoci di queste e riprendiamo il confronto”, suggerisce l’ex ministro della Giustizia, cercando di abbassare i toni. Ma l’invito al dialogo appare del tutto inutile, in questa fase dello scontro.

Marcucci: “Contro la riforma ci sono avvocati, camere penali, procuratori generali, politica e Pd”

E’ più duro invece il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci: “Bisogna che il ministro Bonafede prenda atto che nel Paese c’è un fronte molto ampio che nutre una grandissima preoccupazione rispetto alla riforma della prescrizione fatta da lui e dalla Lega. Quindi inviterei il ministro Bonafede a fare una proposta che sani questa vicenda e permetta un quadro normativo di maggiore garanzia per tutti perché quella riforma è sbagliata“. In un’intervista al Corriere della Sera, Marcucci sottolinea che contro la riforma M5S si sono schierati praticamente tutti: “Ci sono gli avvocati, le camere penali, i procuratori generali, c’è la politica e il Pd”. Tutti d’accordo che il Guardasigilli “deve prendere provvedimenti”. Quindi è “anche nell’interesse del governo e di questa maggioranza prendere un’iniziativa che metta un punto e ci permetta di confrontarci con maggiore serenità”, sottolinea Marcucci. Pertanto tocca al ministro farsene carico, “se è un uomo di governo, se è il capo delegazione del partito più importante dell’esecutivo”. Altrimenti, fa presente il capogruppo dem al Senato, “la sua attuale riforma metterà in crisi un sistema di diritti e di garanzie e metterà anche in crisi il sistema giudiziario come hanno evidenziato i procuratori generali“. Ecco perché Bonafede deve porvi rimedio e “deve agire in tempi rapidi”, conclude Marcucci.

Adolfo Spezzaferro

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