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Roma, 21 dic – Il decreto di Natale crea confusione sul fronte degli spostamenti e il governo pubblica le Faq per chiarire quando si può uscire dal proprio comune e in quali casi. Nei 10 giorni rossi durante le festività sarà possibile andare a trovare parenti e amici anche in un comune differente da quello di residenza o domicilio, purché si trovi nella stessa regione. Il tutto sempre nel limite massimo di due persone oltre ai minori di 14 anni, alle persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. E’ questo uno dei chiarimenti più utili per gli italiani, disponibile sul sito del governo. Lo sposamento ovviamente è consentito una volta al giorno, tra le 5 e le 22.



Ne giorni arancioni l’eccezione per i comuni sotto i 5 mila abitanti

Invece, nei quattro soli giorni arancioni (28-29-30 dicembre e 4 gennaio) sarà possibile per chi risiede nei comuni sotto i 5 mila abitanti spostarsi tra le 5 e le 22 anche in un’altra regione, sempre però entro i 30 chilometri dalla propria residenza e con il divieto di recarsi nei capoluoghi di provincia. Pertanto, spiega Palazzo Chigi, “sarà possibile anche andare a fare visita ad amici e parenti entro tali orari e ambiti territoriali”.

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Giorni rossi, vietato spostarsi

E’ sul fronte degli spostamenti che ci sono più dubbi da sciogliere. Nelle Faq si legge che dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 sono vietati tutti gli spostamenti, anche per far visita ad amici o parenti al di fuori della regione in cui si vive o in cui si ha la residenza. Più nel dettaglio, nei giorni festivi e prefestivi (24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e 1°, 2, 3, 5 e 6 gennaio) – quelli rossi – sarà possibile, una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, anche verso altri comuni, ma sempre e solo all’interno della stessa regione, tra le 5 e le 22 e nel limite massimo di due persone. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono.

Le differenze tra residenza, domicilio e abitazione

Altro chiarimento riguardo alla differenza tra residenza, domicilio e abitazione, che in tanti confondono. La residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale e risulta dai registri anagrafici. Il domicilio invece è il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Il domicilio può essere diverso dalla propria residenza. Infine, l’abitazione va inteso come il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità o con abituale periodicità e frequenza. Ma in tal senso si devono escludere le seconde case utilizzate per le vacanze.

L’esempio che dovrebbe far capire come funziona

A tal proposito le Faq di Palazzo Chigi fanno un esempio per spiegare meglio come funzionano divieti e permessi: “Le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner, ma che si riuniscono ad esso con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione, potranno spostarsi per ricongiungersi per il periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 nella stessa abitazione in cui sono soliti ritrovarsi”. Ovviamente va compilata l’autocertificazione.

Quando non ci si può ricongiungere con la famiglia

Ma poi ci sono anche esempi di ciò che non è permesso. Come nel caso di trasferimento nella seconda casa, in un’altra regione (cosa che era permessa fino a ier, peraltro). “Io dovrò tornare al lavoro, nella regione di provenienza, per alcuni giorni. Potrò tornare da loro entro il 6 gennaio?”, si legge sul sito. La risposta è “No. Gli spostamenti verso le seconde case in una regione diversa dalla propria sono vietati dal 21 dicembre al 6 gennaio”. “Quindi si potrà tornare al lavoro ma poi non si potrà rientrare nella seconda casa”. Un bel problema per i pendolari.

Genitori separati possono sempre raggiungere figli

Altra precisazione riguarda i genitori separati, che possono spostarsi da oggi al 6 gennaio anche in regioni diverse per trascorrere le feste con i figli come da sentenza del giudice. Tali spostamenti infatti “rientrano tra quelli motivati da necessità, pertanto non sono soggetti a limitazioni”. Un po’ più complicato ma sempre permesso se i figli o i genitori separati si trovano all’estero. Sarà necessario “consultare l’apposita sezione sul sito del ministero degli Affari esteri per avere informazioni sulle specifiche prescrizioni sanitarie relative al Paese da cui si proviene o ci si deve recare”.

Multe aumentate fino a un terzo se si viola divieto spostamento in macchina

Capitolo multe. Se si viola il divieto di spostamento nei giorni rossi e nei giorni arancioni si incappa in sanzioni amministrative. “Come previsto dall’art.1, comma 3, del cosiddetto ‘decreto Natale’ (decreto-legge 18 dicembre 2020, n. 172), la sanzione applicabile è quella amministrativa, da 400 a 1.000 euro, eventualmente aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo“. Un modo insomma per fare ulteriormente cassa, visto che presumibilmente in pochi violeranno il lockdown per poi macinare chilometri e chilometri a piedi.

Ludovica Colli

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