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Roma, 16 feb – Lo stop alla riapertura delle piste da sci scatena il primo scontro nella variopinta maggioranza che sostiene il governo Draghi, con il ministro leghista Garavaglia contro quello di LeU Speranza. L’ordinanza del responsabile della Salute con cui all’ultimo momento è stata bloccata la riapertura degli impianti e prorogata la chiusura fino al 5 marzo “ha mancato di rispetto ai lavoratori della montagna“. E’ l’accusa del ministro. “Il danno è legato a una scelta del governo, e i danni vanno indennizzati, non bisogna parlare di ristori“, precisa il titolare del Turismo. E più in generale la Lega punta il dito contro l’esponente di LeU perché elemento di continuità con il governo Conte bis ma anche politicamente il più lontano dal Carroccio. L’ordinanza di Speranza in effetti colpisce le regioni amministrate dalla Lega.



Garavaglia contro Speranza: “E’ evidente che la stagione dello sci è finita”

Garavaglia attacca il collega alla Salute e fa presente che “è evidente che la stagione è finita. Abbiamo sentito gli operatori e confermano che pensare di mettersi in campo dopo il 5 marzo senza certezze oggettivamente non ha senso”. “Per l’Italia serve un modello buono, come quello del Veneto”, fa presente il leghista. “Invece del bonus monopattino, parliamo di incentivi per chi lavora in montagna. Non si deve parlare di turismo, ma di industria del turismo”, aggiunge Garavaglia.

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Stop allo sci, per il settore un danno di 4,5 miliardi

I titolari degli impianti infatti stimano un danno di 400 milioni causato dalle ulteriori tre settimane di stop forzato. Mentre il danno totale al settore secondo le stime è di 4,5 miliardi. “Era importante capire l’entità di questo danno e avere suggerimenti concreti per dare una risposta concreta subito, già nel prossimo decreto Ristori. Le prime risposte devono essere subito nel testo del decreto e non in sede conversione con emendamenti se no si perde altro tempo“, precisa Garavaglia. La Lega tutta insorge contro l’ordinanza di Speranza: “Basta scelte in autonomia“.

La solita replica di Speranza: “La salute viene prima di tutto”

Fa spallucce Speranza: “Mai fatto polemiche in questi mesi. E non ne faccio ora. Dico solo che la difesa del diritto alla salute viene prima di tutto“. Il solito refrain del Conte bis, insomma. Peraltro supportato anche dal ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini. Nel corso di un vertice interministeriale con Speranza e il Comitato tecnico-scientifico infatti l’esponente di Forza Italia avrebbe espresso una linea di prudenza sulla possibile riapertura delle piste da sci. “La pandemia è ancora forte, non si può scherzare”, dunque, se è necessario fare “scelte di rigore, si fanno”, avrebbe detto la Gelmini.

L’ira dei governatori, di Salvini e di Zingaretti

La decisione presa all’ultimo momento da Speranza scatena le ire dei governatori. Fontana, Zaia, Bonaccini e Toti ora vogliono “allargare la cabina di regia alle istanze dell’economia”. Attacca il leader della Lega Matteo Salvini: “I ministri hanno la nostra fiducia ma serve cambiare cambiare qualche tecnico. La comunità scientifica è piena di persone in gamba“. “Il danno per l’economia dello sci e della montagna è davvero immenso. Il governo subito si adoperi per indennizzi e ristori a chi è stato colpito. Questa è la priorità assoluta“, fa presente il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Zaia: “Quello di Speranza è un provvedimento che grida vendetta”

Dal canto loro, i gestori degli impianti, insieme ai maestri di sci e a tutti gli operatori della montagna, parlano di “stagione ormai saltata nonostante quanto investito per l’apertura” e chiedono ristori. Sulla stessa linea il coordinatore della commissione Turismo della Conferenza delle Regioni, Daniele D’Amario, che commenta: “è una mazzata”. “Ritrovarsi con una ordinanza nazionale di chiusura a poche ore dalla riapertura è un provvedimento che grida vendetta perché non tiene conto delle spese che si sono fatte”, è l’accusa del governatore veneto Luca Zaia, ospite a Quarta Repubblica di Nicola Porro su Rete4. “Conosciamo il senso di responsabilità e la salute viene prima di tutti – chiarisce -. Ma viste le linee guida io ho deciso di di fare una ordinanza, in via prudenziale, il 17 febbraio”. “I nostri ministri hanno contattato i gestori appena hanno saputo dell’ordinanza – aggiunge – ora non dobbiamo parlare di ristori, ma danni da indennizzare”.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Servi sciocchi al servizio dei padroni usurai della Trilaterale e dei Bilderberg. Siamo tutti condannati alla dissoluzione per colpa di questi servi infami e vanagloriosi.

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