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Roma, 8 mar –  Aria di crisi per il governo Lega-M5S sulla Tav. Mentre il tempo sta per scadere, e il pressing di Commissione Ue Francia (partner nell’opera) si fa sempre più insistente, i due alleati della maggioranza sono saldi sulle loro posizioni: Carroccio a favore della Torino-Lione, 5 Stelle contrari.

Anche l’ultimo vertice di Palazzo Chigi si è risolto con un nulla di fatto. Per di più, oltre a non aver superato l’impasse, i due vicepremier e i rispettivi schieramenti sono passati alle minacce. Di far saltare il governo, appunto.

M5S: “O la Tav o il governo”

“Per me fa fede l’analisi costi/benefici del ministero delle Infrastrutture, che dà un giudizio negativo sull’opera”, ha dichiarato il capo politico del M5S Luigi Di Maio.

Se c’è la Tav non c’è più il governo, se non c’è la Tav ci sarà ancora il governo”, avrebbe invece detto Stefano Patuanelli, capogruppo M5s al Senato.

Salvini: “Vediamo chi ha la testa più dura”

Dal canto suo, il leader della Lega Matteo Salvini non molla di un millimetro: “Sono andato a Potenza: quattro ore di macchina, quattro ore di treno. Questo mi rende ancora più certo che l’Italia ha bisogno di più infrastrutture, strade e treni, di sbloccare, aprire e scavare. Non si può tornare indietro, bisogna andare avanti”.

Il vicepremier poi ha aggiunto: “Ci sono due posizioni diverse tra Lega e M5S. Io sono favorevole, i 5 Stelle no. Abbiamo speso soldi per scavare tunnel di chilometri per farci passare un treno che è più sicuro e inquina meno e nessuno mi farà cambiare idea su questo, nessun ministro della Lega firmerà per bloccare i lavori. Non sono per carattere, educazione e rispetto politico uno che è disposto a fare il ministro spostandosi di qua e là a seconda delle convenienze e dei sondaggi. A meno che i ‘no’ diventino troppi, conto di continuare a fare il ministro con questa formazione, coi ‘no’ non si va da nessuna parte“.

E poi l’avvertimento: “Siamo in due a dire di ‘no’, vediamo chi ha la testa più dura. Sono abituato ad andare fino in fondo. Voglio un’Italia che va avanti”.

Lunedì devono partire quattro bandi per i lavori in territorio francese per rimuovere la macchina che era ferma, a me interessa quello”, ribadisce il vicepremier, intervenendo a Rtl 102.5.

Di Maio: “Salvini minaccia di far cadere il governo? Irresponsabile”

Immediata la replica di Di Maio: “Abbiamo solo chiesto la sospensione dei bandi per un’opera vecchia di 20 anni, lo abbiamo chiesto perché previsto dal contratto siglato tra M5S e Lega. E cosa fa Salvini? Oltre a forzare una violazione del contratto minaccia pure di far cadere il governo? Se ne assuma le responsabilità di fronte a milioni di italiani. Io questo lo considero un comportamento irresponsabile”.

Conte si schiera con i 5 Stelle

La tensione dunque è alle stelle. Anche perché, a far precipitare gli eventi, nel pomeriggio ci si è messo anche il premier Giuseppe Conte, schierandosi di fatto per il no e sulle posizioni dei pentastellati.

Scelta di campo ovviamente osannata da Di Maio.

In una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha ricordato che lui non ha mai preso posizione sulla Tav e sul suo futuro. Ma questa volta una posizione l’ha espressa.

“Ho manifestato al tavolo, non muovendo da nessun pregiudizio ideologico o fattore emotivo, forti forti dubbi e perplessità sulla convenienza della Tav e lo ribadisco. Non sono affatto convinto che questo sia un progetto infrastrutturale di cui l’Italia ha bisogno“.

Conte comunque ha anche detto che sulla Tav “deve decidere la politica, quella con la p maiuscola. Ma oggi siamo allo stallo perché  le posizioni di M5S e Lega hanno  creato uno stallo: rispetto le due posizioni, ma non permetterò che pregiudizialmente si affermi una o l’altra indipendentemente dal percorso politico”.

Poi la soluzione di compromesso: “L’unica strada – spiega Conte – è proseguire, alla luce di ciò che emerso, alla luce dei forti dubbi emersi, e me ne assumo la responsabilità, ad un’interlocuzione con i partner di questo progetto, Francia e Ue, per condividere questi dubbi e le perplessità”.

Insomma, ieri il premier – dopo aver fatto saltare qualsiasi possibile equilibrio, schierandosi con Di Maio – aveva assicurato (non si capisce su quale base) che il governo non fosse a rischio.

Oggi è decisamente un altro giorno.

Adolfo Spezzaferro

 

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