Roma, 25 lug – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto terremoto, ma ha inviato al premier Giuseppe Conte una lettera con rilievi critici. Il capo dello Stato ha promulgato la legge di conversione in merito agli interventi nelle regioni colpite dal terribile terremoto dell’estate del 2016 (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria), ma ha sottolineato al primo ministro alcuni elementi che suscitano “forti perplessità”.
Vediamo nel dettaglio, quali sono queste perplessità. “Non posso fare a meno di segnalare taluni aspetti di criticità dell’articolo 7 che, pur non costituendo una palese violazione della legittimità costituzionale, suscitano forti perplessità. Si tratta di un provvedimento legislativo – scrive il Colle a Palazzo Chigi – i cui contenuti sono stati, in sede di conversione, notevolmente ampliati rispetto a quelli originari del decreto legge composto da un solo articolo volto a prorogare e sospendere i termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi”. Il Presidente insomma ha voluto mettere in evidenza la “gonfiatura” che il decreto legge ha subito rispetto al testo originario, aggiungendo quindi che nella legge di conversione vi sono altre disposizioni che disciplinano “i contributi e i finanziamenti per gli interventi di ricostruzione e recupero degli immobili, il ripristino dell’agibilità degli edifici, la riduzione degli oneri burocratici e amministrativi”.
Quindi la lettera si chiude con un invito all’esecutivo Conte a rimediare ai rilievi sollevati da Mattarella, soprattutto in merito al sequestro preventivo: “Rimetto alla valutazione del governo l’individuazione dei modi e delle forme di un intervento normativo idoneo a ricondurre a maggiore efficacia, in tempi necessariamente brevi, la disciplina in questione“.

1 commento

  1. Inadeguato burocrate con manie di protagonismo………i terremotati sono italiani per cui possono crepare di caldo o freddo……….scordavo…….. le telefonate le fa solo per i suoi amici pseudo migranti……. Auguroni.

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