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Palermo, 25 set – Silvio Berlusconi è indagato nel procedimento aperto dalla Procura di Firenze sulle stragi mafiose del 1993. I legali di Marcello Dell’Utri, imputato nel processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, hanno depositato alla Corte d’assise d’appello, che celebra il dibattimento, la certificazione da cui risulta che l’ex premier è indagato a Firenze. Una mossa, quella della difesa che aveva citato a deporre Berlusconi, che consentirà al leader di Forza Italia di non rispondere.



La nuova indagine su Berlusconi e Dell’Utri è stata avviata nel 2017. La procura di Firenze aveva ottenuto dal giudice delle indagini preliminari la riapertura del fascicolo, archiviato nel 2011, e aveva delegato nuovi accertamenti alla Direzione investigativa antimafia. Obiettivo della nuova indagine era passare al setaccio le parole pronunciate in carcere dal boss Giuseppe Graviano, intercettato dai pubblici ministeri palermitani del processo “Trattativa Stato-mafia” mentre parlava dell’ex premier e dall’ex senatore di FI in carcere per scontare una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa.

La moglie di Dell’Utri: “Perché non testimonia? E’ in gioco la vita di Marcello”

Convocato per il 3 ottobre, Berlusconi aveva già declinato l’invito, sostenendo di non poter essere presente in quella data per via di impegni istituzionali al Parlamento europeo. Non è esclusa però una mossa a sorpresa della sua difesa. Intanto però i familiari di Dell’Utri sono preoccupati per il fatto che i legali del leader di FI non lo vogliano far deporre: “Perché Berlusconi non testimonia? E’ in gioco la vita di Marcello”, è l’appello della moglie dell’indagato, da tempo gravemente malato.

Ludovica Colli

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