Il Primato Nazionale mensile in edicola

Washington, 12 nov – Donald Trump punta a vincere in Pennsylvania per tenersi la presidenza Usa. Mentre fioccano i ricorsi e spuntano continue prove di brogli – nonostante il boicottaggio dei media schierati – il tycoon è nel pieno dell’offensiva legale contro lo sfidante dem Joe Biden: alla fine molto probabilmente a decidere sull’esito del voto del 3 novembre sarà la Corte Suprema.

La situazione negli Stati-chiave 

Questo il quadro: al via il ricorso in Michigan per impedire la certificazione del risultato con l’accusa di brogli mentre in Georgia il segretario di Stato, il repubblicano Brad Raffensperger, ha ordinato il riconteggio a mano, visto che Biden è avanti di appena 14 mila voti. Pertanto, al netto di Georgia, North Carolina e Arizona (spoglio non completato), il candidato dem avrebbe 279 grandi elettori (su 538), ossia 9 in più rispetto alla soglia minima per essere nominato presidente. Abbiamo scritto “avrebbe” perché Biden arriva a 279 se venissero confermate le vittorie in Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, che contano rispettivamente 16, 10 e 20 voti elettorali. E’ su questi tre Stati-chiave e soprattutto sulla Pennsylvania che Trump conta per tenersi la Casa Bianca. I repubblicani intanto fanno quadrato: il leader del Senato Mitch McConnell giudica fondate “al 100%” le rivendicazioni del presidente e il segretario di Stato Mike Pompeo parla di “transizione senza intoppi già avviata per il secondo mandato”.

Ecco perché i voti per posta dopo il 3 novembre potrebbero non essere validi

Ma perché proprio la Pennsylvania? Perché, secondo il costituzionalista John Yoo, docente di diritto alla Berkeley School of Law e accreditato in altri atenei Usa, Trump potrebbe conquistare lo Stato dove adesso risulta in vantaggio il suo rivale di circa 50 mila voti. “La campagna del presidente Trump può mettere in discussione il voto sulla base del fatto che la Corte Suprema della Pennsylvania ha interferito incostituzionalmente sull’autorità legislativa dello Stato, unica titolata a decidere tempo, luogo, e maniera dell’elezione federale e sulla selezioni degli elettori presidenziali”, fa presente Yoo, sentito dal Washington Examiner. “Perché se la Costituzione federale garantisce questi poteri alla legislatura della Pennsylvania – prosegue l’esperto – i tribunali statali non hanno alcuna autorità per modificare le leggi sulle elezioni per gli incarichi federali, compresa la presidenza“. In sostanza, il presidente potrebbe spuntarla sui voti arrivati per posta fino a 3 giorni dopo l’Election Day. Il caso è già finito alla Corte Suprema, con il giudice conservatore Samuel Alito che ha ordinato un conteggio separato delle schede arrivate appunto dopo il 3 novembre. Ebbene, Yoo avverte che “la Corte Suprema potrebbe bocciare l’estensione della scadenza al 6 novembre decisa dalla Pennsylvania ed ordinare allo Stato di rifiutare ogni scheda arrivata dopo l’Election Day. E questa non è una battaglia costituzionale fantasiosa. Il giudice Alito ha già chiarito il suo punto di vista sul fatto che la Corte Suprema della Pennsylvania ha violato la Costituzione“.

Nuove accuse di brogli

Intanto spuntano nuove accuse di brogli, proprio in Pennsylvania. Un funzionario delle poste, Richard Hopkins, sostiene infatti che un dirigente del servizio a Erie aveva chiesto ai dipendenti di retrodatare le schede arrivate per posta dopo il 3 novembre. Denuncia citata dal senatore Lindsey Graham, in una lettera fatta pervenire al Dipartimento di Giustizia in cui si chiedeva l’apertura di un’inchiesta federale. Inchiesta autorizzata dal segretario alla Giustizia William Barr, sulla base di accuse rilevanti. In tal senso Barr ha chiesto di procedere con le inchieste su potenziali attendibili irregolarità e frodi prima che i risultati finali del voto siano certificati.

Giuliani: “650 mila schede conteggiate illegalmente”

Rudy Giuliani, legale di peso del presidente Trump, dal canto suo sostiene che ben 650 mila schede siano state conteggiate illegalmente nelle due più grandi città della Pennsylvania. “Ora siamo al conteggio di circa 650 mila schede che sono schede illegali che sono state assegnate a Filadelfia e Pittsburgh”, ha detto in un’intervista a Fox Business. “Nessun dubbio sul fatto che siano illegali”, afferma Giuliani.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta