Roma, 1 mar – La Corte dei Conti europea ha sostanziato, in una dettagliata relazione depositata nel dicembre 2018, debbano essere più trasparenti le modalità con le quali vengono elargiti i finanziamenti dall’Unione Europea alle ONG (organizzazioni non governative).

La Corte ha altresì affermato che il sistema attualmente utilizzato per classificare le organizzazioni come ONG non sia affidabile e che la Commissione Europea non disponga di informazioni sufficientemente dettagliate riguardo alla destinazione dei fondi assegnati.

Prosegue, dopo la pubblicazione della prima parte dell’inchiesta e della seconda parte l’analisi delle organizzazioni non governative umanitarie, maggiormente finanziate dall’Unione Europea. Nel complesso, queste ONG hanno beneficiato di oltre 900 milioni di euro di fondi derivanti dai contributi versati dai cittadini europei, operano nei Paesi di origine e transito dei migranti diretti verso l’Italia, e diverse hanno violato, senza autorizzazione, la sovranità territoriale in Siria con la scusante degli aiuti umanitari, spesso destinati ai cosiddetti “ribelli moderati”.

ACTED (Agence d’Aide à la Coopération Technique Et au Développement) è un’organizzazione umanitaria francese fondata nel 1993, che si dichiara apolitica e indipendente. I primi progetti furono avviati in Afghanistan, con l’obiettivo della distribuzione di aiuti alle popolazioni colpite da più di 15 anni di conflitti.

ACTED fa parte di Alliance2015, una partnership strategica formata da 7 organizzazione europee, tra queste l’italiana Cesvi, l’irlandese Concern Worldwide, la svizzera Helvetas Swiss Intercooperation, l’olandese Hivos, la ceca People in Need, e la tedesca Welthungerhilfe. Alliance2015 dichiara di utilizzare anche la propria influenza per sostenere i miglioramenti nelle politiche dell’Unione Europea in materia di aiuti internazionali, ed è stata creata con l’obiettivo di favorire e sviluppare il progetto Millennium Development Goals” delle Nazioni Unite. 

ACTED è attiva in 38 Paesi, tra questi i principali Paesi di origine dei migranti (Nigeria, Mali, Costa d’Avorio, Somalia, Senegal, Pakistan, Bangladesh e Afghanistan), la Siria (l’organizzazione era impegnata nelle zone occupate dai terroristi dell’ISIS), l’Ucraina e la Libia.

Oltre ai fondi dell’Unione Europea, ACTED beneficia dei finanziamenti dei Governi nazionali di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Danimarca, Spagna, Svizzera, Svezia, Australia e Canada, delle Nazioni Unite, della Lega Araba, e di altre ONG. 

Risulta complicato definire “non governativa e indipendente”, una ONG che percepisce solo il 3 per cento di donazioni private.

Relief International è un’organizzazione non governativa, con sede negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e nel Belgio, che risponde alle emergenze umanitarie, offrendo denaro, cibo, acqua, assistenza sanitaria e istruzione, e che favorisce la resilienza delle comunità in cui opera.

L’organizzazione opera nei Paesi di origine dei migranti come Ghana, Guinea, Somalia, Sudan, Senegal, Afghanistan, Bangladesh e Pakistan, e in Siria e Iraq.

Dei quasi 115 milioni di fondi raccolti nel 2017, solo 700mila provengono da donazioni private, ovvero lo 0,6 per cento. I principali finanziatori di Relief International sono il Governo degli Stati Uniti (USAID) e quello della Gran Bretagna (UK AID), le Nazioni Unite e ovviamente la Commissione Europea. 

Nell’elenco delle ONG maggiormente finanziate dall’Unione Europea, non poteva mancare Save The Children (che ha un paragrafo completamente dedicato nel libro “Inferno Spa” Nel 2017, STC ha raccolto 2,2 miliardi di dollari in donazioni, con il 54 per cento delle quali di provenienza istituzionale (Governo degli Stati Uniti e quello della Gran Bretagna, Nazioni Unite e Unione Europea). 

Première Urgence Internationale è una ONG francese nata dalla fusione di Première Urgence (fondata nel 1992 in seguito allo scoppio del conflitto in Bosnia ed Erzegovina) e Aide Médicale Internationale (fondata nel 1979, per aiutare la popolazione civile in Afghanistan). L’organizzazione opera anche nei principali Paesi di origine dei migranti (Nigeria, Mali, Senegal, Afghanistan e Bangladesh), in Libia, Siria e Ucraina.

Oltre ai fondi dell’Unione Europea, Première Urgence Internationale beneficia dei finanziamenti dei Governi degli Stati Uniti, della Francia, del Canada e della Svezia, e delle Nazioni Unite. 

Dei 130 milioni di euro raccolti nel 2016, il 96 per cento provengono dalle sopracitate istituzioni (124,8 milioni di euro). Per questo motivo, è difficile considerare l’organizzazione “non governativa”. 

International Medical Corps, fondata nel 1984 da medici e infermieri volontari, è un’organizzazione non governativa, “non politica e non religiosa”, con sede in California. Offrendo formazione e assistenza sanitaria alle popolazioni locali, la ONG dichiara di essere in grado di rispondere tempestivamente alle situazioni di emergenza.

Opera anche nei principali Paesi di origine dei migranti, come Nigeria, Mali, Guinea, Somalia, Sudan, Pakistan e Afghanistan, in Libia, Siria, Iraq e Ucraina. 

International Medical Corps è finanziata dai Governi degli Stati Uniti, della Germania, del Canada e dell’Australia, dalla King Salman Humanitarian Aid and Relief Center dell’Arabia Saudita, dalle Nazioni Unite e dalla Commissione Europea. 

Christian Aid è un’organizzazione umanitaria fondata da quarantuno chiese britanniche e irlandesi, per sostenere lo sviluppo sostenibile, fermare la povertà, sostenere la società civile e fornire soccorsi in caso di calamità in Sud America, Caraibi, Africa e Asia, incluso il Medio Oriente.

Nel 2013, scoppiò una forte polemica in Gran Bretagna a causa degli alti stipendi percepiti dai dirigenti di Christian Aid (l’amministratore delegato era pagato 126.206 sterline, mentre altri quattro membri dello staff tra le 80.000 e le 90.000 sterline). Lapidaria la risposta dell’organizzazione: “Vogliamo rassicurare sul fatto che facciamo ogni sforzo per evitare di pagare salari più alti del necessario. Paghiamo gli stipendi del nostro personale nello stesso modo o al di sotto della media di altre chiese e/o organizzazioni internazionali umanitarie“. L’organizzazione opera in 37 Paesi, tra questi Nigeria, Niger, Senegal, Mali, Ghana, Egitto, Afghanistan, Bangladesh, Iraq e Siria. 

Christian Aid è finanziata per il 54 per cento da fondi di provenienza istituzionale, con un incremento totale del 48 per cento rispetto al 2016. Dei quasi 118 milioni di euro raccolti nel 2017, 62,5 milioni di euro sono stati donati dalla Nazioni Unite, dalla Commissione Europea, dal Governo britannico, da quello irlandese e americano. L’organizzazione beneficia anche delle donazioni di Open Society Foundations di George Soros. 

Balochistan Rural Support Programme (BRSP) è una delle più grandi organizzazioni operanti nel Balochistan (Belucistan), la più estesa provincia del Pakistan ricchissima di risorse minerarie.

L’organizzazione è stata fondata dal Governo locale, con il supporto tecnico della GTZ (Agenzia governativa tedesca per la cooperazione tecnica), ed è impegnata nel miglioramento delle condizioni di vita dei poveri che vivono nelle aree rurali.

La BRSP è finanziata dal Governo del Pakistan e da quello locale del Balochistan, dal Governo della Germania (GIZ), dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite. 

The Alliance for International Medical Action (Alima) è un’organizzazione francese di assistenza medica con sede a Dakar, in Senegal. Ha creato un network nella regione del Sahel, con altre quattro ONG locali: la BEFEN in Niger, la Alerte Santé in Chad, la AMCP in Mali e la SOS Médecins/Keoogo nel Burkina Faso.

La francese Alima, oltre ai Paesi sopracitati, opera anche in Guinea, in Camerun e Congo, ovvero negli Stati dove è in vigore il Franco CFA, e in Nigeria.

L’organizzazione è finanziata quasi esclusivamente da fondi istituzionali (42,5 milioni di euro sui 44,8 milioni di euro totali) dei Governi francese (AFD e CIAA), tedesco (GIZ) e americano (USAID e OFDA), delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. 

People in Need è un’organizzazione fondata a Praga, in Repubblica Ceca, impegnata nel portare aiuti umanitari nei Paesi ad elevata problematicità, nella lotta alla povertà, nel supporto alla cosiddetta “società civile”, e in “programma di sensibilizzazione alla migrazione”.

Non è un caso che l’organizzazione sia attiva in Paesi come Ucraina, Kosovo, Bosnia Erzegovina, Siria, Iraq e Georgia. 

Solo il 6,6 per cento del totale dei fondi raccolti da People in Need, 80 milioni di euro nel 2017, provengono da donazioni private. Più del 90 per cento dei finanziamenti provengono da autorità istituzionali: Unione Europea, Governo degli Stati Uniti (Dipartimento di Stato, USAID e NED), Governo svizzero, Governo olandese, Governo tedesco (GIZ), Governo francese, Governo britannico (DFID), Governo ceco, Nazioni Unite, e poi le fondazioni/organizzazioni Open Society Foundations, OAK Foundation, Oxfam, Concern Worldwide, Save The Children, Caritas ceca. 

Una curiosità: People in Need nel 2017 ha ricevuto una donazione di 205mila euro da Pope for Ukraine, ovvero un’iniziativa del Vaticano voluta da Bergoglio nel 2016, che ha come obiettivo la collaborazione con entità non cattoliche per rispondere alla situazione umanitaria di emergenza nell’Ucraina orientale, “colpita dai separatisti sostenuti dalla Russia”.  La somma totale del progetto della Santa Sede in favore dell’Ucraina post golpe è di ben 16 milioni di euro. 

Handicap International (HI), fondata nel 1982, è composta da una rete di otto associazioni nazionali (con sede in Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Germania, Regno Unito, Canada e Stati Uniti) e una federazione fondata nel 2009. Oltre a partecipare alla governance federale meccanismi e lo sviluppo e il monitoraggio della strategia federale, queste associazioni hanno missioni complementari che includono attività di supporto, mobilitazione dell’opinione pubblica e raccolta di fondi istituzionali e privati per l’attuazione di una missione sociale condivisa.

HI è presente anche in Pakistan, Bangladesh, Egitto, Giordania, Iraq, Niger, Mali, Etiopia, Congo, Guinea, Senegal, Somalia, Chad, Libia, Tunisia, e ovviamente Ucraina e Siria.

Dei 176,8 milioni di euro di fondi raccolti nel 2017 a livello di federazione, il 61,2 per cento sono di provenienza istituzionale. Handicap International è finanziata dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite, dai Governi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Australia, Austria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Italia, Norvegia e Svezia. 

Conclusioni sull’inchiesta delle ONG finanziate dall’Unione Europea:

  • L’Europa finanzia 19 ONG umanitarie (nei primi trenta posti delle organizzazioni che hanno beneficiato di maggior supporto economico), tutte operanti nella maggioranza dei Paesi di origine dei migranti, sia in Africa sia in Asia. La UE addirittura sostiene economicamente organizzazioni, come la BRAC, che concedono i “migration loans”, ovvero i “prestiti elargiti ai lavoratori in cerca di lavoro all’estero, integrati con i servizi del programma di migrazione BRAC, come l’orientamento pre immigrazione e reinserimento post immigrazione”.

  • L’Europa finanzia molte delle ONG presenti in Libia, anche nei centri di detenzione governativi libici gestiti dal Governo di Tripoli, accusati di essere dei “lager” dove avvengono “inimmaginabili torture”. Quindi, non si spiega come un simile esborso economico non abbia ancora migliorato le condizioni dei migranti detenuti.

  • L’Europa finanzia la maggioranza delle ONG che operano nell’Ucraina post golpe, eterodiretto dall’allora Presidente americano Barack Obama, con la complicità di molte organizzazioni, come la International Renaissance Foundation – IRF creata appositamente da George Soros per sostenere i manifestanti di piazza Maidan a Kiev. Video 1

  • L’Europa finanzia diverse ONG che hanno indiscutibilmente fatto invasione territoriale in Siria, operando a stretto contatto con i cosiddetti “ribelli moderati”.

  • Le suddette organizzazioni difficilmente si possono definire “non governative”, essendo quasi totalmente finanziate da Governi e organismi sovranazionali, come appunto UE e Nazioni Unite, tutti con un propria agenda geopolitica distante da approcci definibili “umanitari”.

Francesca Totolo

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