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Roma, 13 mag – Il Papa li accoglie, la Raggi li coccola e loro delinquono e ammazzano. Sarebbero cinque uomini di etnia rom provenienti dai campi nomadi romani di Villa Gordiani e via Salviati i fermati per tentato furto che settimana scorsa hanno aggredito un’anziana signora di 90 anni nella propria abitazione con l’intento di svaligiarla. L’aggressione avrebbe portato al decesso della donna, che viveva in via Pizzo Bernina, nel quartiere Montesacro. Gli arresti sono stati possibili al “pentimento” di uno dei cinque responsabili, che si è recato dai carabinieri per costituirsi. La sua confessione ha reso possibile l’identificazione degli altri quattro, che nel frattempo avevano cercato di far perdere le loro tracce allontanandosi dalla Capitale.  Il fermo degli altri componenti della banda è avvenuto in poche ore: uno è stato rintracciato al campo nomadi di via Salviati, un altro vicino alla stazione di Pomezia-Santa Palomba e un altro in provincia di Torino. Il quarto si trovava a Ventimiglia.



La ricostruzione

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, domenica scorsa la signora Anna Tomasino era stata aggredita da due dei cinque rom che si erano introdotti nell’appartamento: in un primo momento la donna era riuscita ad avvertire una vicina telefonicamente, ma proprio per fermare la sua richiesta di aiuto e le sua urla era stata spintonata, colpita alla testa e lasciata esanime a terra. A questo punto i vicini, allarmati dalle grida dell’anziana, erano arrivati in suo soccorso, mentre i ladri fuggivano a bordo di una Volkswagen Passat station wagon. Nonostante i tempestivi soccorsi, la signora Anna non ce l’ha fatta: il trauma cranico riportato era troppo grave e le lesioni irreversibili. Oggi i responsabili sono stati assicurati alla giustizia e accusati di omicidio volontario aggravato.

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. Bisognerebbe proclamare la legge marziale (dato che ci troviamo di fatto in uno stato di guerra scatenata da popolazioni allogene contro gli italiani) e ricorrere alla rappresaglia contro le etnie alle quali questi spregevoli e abominevoli esseri appartengono.

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