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Roma, 7 mar – Cambia il parlamento, se si troverà una maggioranza cambierà (forse) il governo, ma da Bruxelles già si preparano a commissariare chiunque salirà a Palazzo Chigi.
L’occasione è la presentazione, da parte della Commissione Ue, della valutazione della situazione economica, delle riforme e degli squilibri degli Stati membri dell’Unione. Pur riconoscendo che in Italia “la crescita si è rafforzata nel 2017 e ci si aspetta che resti costante anche quest’anno”, allo stesso tempo rimane “ancora molto sotto la media europea, il debito è il secondo più elevato dell’Ue e la produttività è bassa”, ha spiegato il vicepresidente dell’esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis. La relazione spinge soprattutto su quelli che sono gli squilibri, interni ed esterni, del nostro Paese: “La competitività esterna è migliorata ma la debole produttività, legata a ostacoli strutturali, all’accelerazione del costo del lavoro e alla bassa inflazione rendono impegnativo ribaltare la perdita di competitività”.
L’Ue non sembra comunque preoccupata: Dombrovskis si è dichiarato pienamente fiducioso “nella capacità di Mattarella di discutere con i partiti”. Detta in altre parole: la Commissione è sicura che dalle consultazioni in qualche modo un governo uscirà fuori. O forse le parole che arrivano suonano come un monito a trovarlo senza indugi. Il motivo è presto detto: l’Italia è chiamata a “confermare il suo impegno europeo e la sua posizione nel cuore d’Europa”, ha aggiunto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici.
La Commissione, insomma, chiede che le riforme proseguano sulla strada già intrapresa da anni con l’austerità e, nella scorsa legislatura, con il Jobs Act e il rigore di bilancio. Una sfida impegnativa per l’esecutivo prossimo venturo, che comunque vada dovrà trovare una maggioranza appoggiandosi ad almeno un movimento che sulla denuncia dei vincoli europei (se non addirittura dell’Unione Europea e dell’euro in sé) ha condotto buona parte della sua campagna elettorale.
Nicola Mattei

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6 Commenti

  1. Oramai comandano in Italia stranieri non eletti da nessuno, nemmeno da altri popoli europei! La commissione europea infatti non è eletta dal parlamento europeo ma da altri meccanismi non democratici.La BCE stessa è privata ed in mano alle banche centrali nazionali anche esse private(Banca d’Italia dal 1992) e stampa a costo zero un euro che rende schiavi i popoli europei.Quando gli euro di carta devono essere restituiti i paesi sono costretti a svendere invece beni reali .Sarebbe facile uscire dall’ euro; basterebbe strappare i trattati e tornare alla lira ma ci sarebbe ovviamente da aspettarsi la vendetta delle elites globaliste usocratiche.Lo stesso Mussolini nel 1935 fece le banche pubbliche di interesse nazionale e rese anche la Banca d’Italia pubblica.Cio’ non gli fu perdonato e subito dopo nel 1936 le plutocrazie misero le sanzioni isolandoci e costringendo l’italia nella trappola della guerra per far valere i suoi diritti .Sembra che il famoso carteggio con Churchill sparito a Dongo avesse delle lettere dello stesso al Duce in cui lo incoraggiava ad entrare in guerra promettendogli una veloce risoluzione con trattative di pace convenienti per l’Italia

  2. l’italia ha un solo privilegio concessogli dall’europa, transitare dall’inculatoio agggratttisss

  3. Non esiste dominio francese. Ne, tanto tanto tanto meno, tedesco! La Germania, (come noi, del resto), è una nazione vinta e stravinta. Lei non detta proprio nessuna regola. Si limita ad applicare la volontà dei vincitori cercando di pagare il minimo scotto possibile. Quel “genio” di Benigni, nel suo film “cult”: la vita è bella, riguardo ai tedeschi, ha detto, pur magari senza volerlo, una amara verità:”Quelli fanno la parte dei cattivi!.. Non ti preoccupare, è tutto un gioco!” E difatti, nell’ ottica di quella ventina di famiglie che occultamente dirigono quella ciclopica macchina da guerra che sono gli USA, la Germania, tra le sue condanne, c’ha pure quella del dover interpretare a vita la parte della caricatura di se stessa! La distruzione, l’ annichilimento, o, peggio, l’ imbastardimento della razza bianca, richiedono proprio questo: un’ Europa che sia contro gli europei. Del resto, l’eroe carrista delle Ardenne, colonnello Johachim PIEPER, diceva, con acume preveggente che:” la guerra non l’ ha persa solo la Germania, l’ ha persa l’Europa”. E diceva anche, e questo in tempi assolutamente non sospetti, (è stato assassinato nell’immediato dopoguerra), che:”Se l’Europa vorrà avere ancora un peso politico determinante su questo pianeta, ci dovrà essere una vera unione europea, ma… Russia compresa”. E lui i Russi li aveva combattuti in modo che dire aspro è un’ eufemismo!

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