Roma, 13 gen — Una mostruosa moschea prende vita e si arrampica sull’Empire State Building dichiarando di essere non binaria: no, non ci siamo fatti di Lsd, è parte della trama contenuta nel fumetto Marvel Dark Web: Ms Marvel #2. Su Marvel e Dc Comics non dobbiamo spiegarvi più niente, il Primato Nazionale in questi anni ha diffusamente parlato, in tutte le salse possibili, di come le grandi case editrici di fumetti siano diventati l’avamposto — in continua emorragia di lettori — di qualsiasi deriva in salsa liberal progressista. Supereroy gay, trans e non binari, femminismo, nani e ballerine da circo, antirazzismo che fa il giro completo a 360° e diventa razzista, cancel culture e gretinismo, insomma, non vi stiamo raccontando nulla di nuovo.

La moschea non binaria prende vita 

Tematiche che oltre ad essere divisive (e quindi fanno perdere lettori), sono ipocrite, incoerenti e soprattutto pallose, perché normate dal sempiterno codice di correttezza politica che ha il potere di togliere smalto e mordente a qualsiasi superficie su cui viene applicato. Alla Marvel, ad esempio, dopo aver omosessualizzato tutto quello che si poteva,  sono talmente alla frutta da aver pensato, per l’appunto, di animare una moschea e farla arrampicare sull’Empire State Building.

Imam fantascientifici

Notate però che non poteva trattarsi una moschea normale: gli unicorni Marvel hanno sentito il bisogno irrefrenabile di specificare che si tratta di una moschea non binaria. La quale si sente pure in dovete di cazziare un povero Imam, che ha l’ardire di chiamare la mostruosa costruzione animata «fratello» in spregio alle più basilari norme Lgbt che prevedono di chiedere con quale pronomi vuoi essere apostrofat* prima di iniziare una conversazione. Mica finisce qui: perché l’Imam, resosi conto del gravissimo errore, chiede pure scusa alla moschea per averla «misgendered». Ecco la vera fantascienza: un Imam che si scusa per avere sbagliato pronomi. In quale dimensione della realtà avverrebbe mai? Dopo quante dosi di stupefacenti assunte?

Scorretti a loro insaputa

Una cosa è sicura, gli sceneggiatori e i disegnatori del fumetto hanno un bel pelo sullo stomaco, a qualsiasi dei 76 generi appartengano: la redazione di Charlie Hebdo, a Dark Web: Ms Marvel #2 potrebbe pulire letteralmente le scale. Una moschea, Lgbt!, che si arrampica sull’Empire State Building come… come King Kong! Un mostruoso, gigantesco scimmione. Quindi mi volete dire che i correttissimi sceneggiatori di Dark Web stanno paragonando i musulmani a degli scimmioni? Scimmioni non binari? Possibile che nessuno si sia preoccupato del fatto di potersi ritrovare con la testa spiccata dal collo e appoggiata sulle ginocchia? Ecco, alla fine anche la mia coerenza ha fatto il giro a 360°: forse vale davvero la pena acquistarlo, ‘sto Dark Web. 

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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