Roma, 25 mag – Ancora una strage avviene in Texas, in una scuola elementare, come riporta l’Ansa di oggi. Un folle atto che distrugge la vita di decine di bimbi e di qualche insegnante.

Usa, la strage della scuola in Texas

Uvalde, Texas. Diciannove bambini e due adulti cadono sotto il fuoco aperto da un giovane diciottenne, Salvador Ramos. Il ragazzo ha fatto partire la sua follia già prima di attaccare la scuola, sparando alla nonna. Poi l’incidente in auto nei pressi della Robb Elementary School. Munito di giubbotto antiproiettile, è entrato nell’edificio e ha sparato in alcune classi. Tutto ciò che si sa di lui è che era uno studente della zona, che aveva contattato una persona a lui sconosciuta su Instagram alla quale aveva scritto “sto per…”, senza completare il pensiero né confessare il suo folle piano. Sulla sua pagin a, aveva postato selfie con le immagini delle armi, anche se non è ancora accertato se tra esse vi sia quella utilizzata per l’attacco. Per il suo compleanno si era “regalato” due fucili.

Il datore di lavoro: “Sembrava un tipo tranquillo”

Secondo la testimonianza raccolta dalla Cnn, Ramos lavorava nel locale Wendy’s. Il direttore Adrian Mendes, intervistato dall’emittente americana, lo definsce “un tipo tranquillo, che non parlava molto” ma anche molto distaccato dai colleghi, visto che non aveva mai davvero “socializzato con gli altri dipendenti”. Mendes non conosceva Ramos e non lo vedeva per la maggior parte del tempo, visto che avevano turni di lavoro diversi.

Biden: “Basta armi”. Obama: “Vicini alle famiglie”

I dem statunitensi sono quelli che fanno più rumore sulla questione armi, anche in questa occasione. Il presidente americano Joe Biden commenta così l’accaduto: “Possiamo e dobbiamo fare di più. E’ il momento di trasformare il dolore in azione. Perché vogliamo vivere con questa carneficina? Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l’amor del cielo dov’è la nostra spina dorsale?”. Per il vicepresidente Kamala Harris “quando è troppo è troppo, ora bisogna agire”. E parla anche l’ex-capo della Casa Bianca Barack Obama: “Io e Michelle siamo a fianco delle famiglie di Uvalde. Ma siamo anche arrabbiati. Il nostro Paese è paralizzato non dalla paura, ma da una lobby delle armi e da un partito politico che non hanno mostrato alcuna volontà di agire per prevenire queste tragedie. E’ scaduto il tempo per agire, per qualsiasi tipo di azione”.

Alberto Celletti

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4 Commenti

  1. Trattandosi di un ispanico di certo la colpa non verrà attribuita a lui, ma alla lobby delle armi fatta di maschi bianchi eterosessuali

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