Bologna, 16 nov — Pelouche a forma di vulva per insegnare alle bambine dell’asilo «come sono fatte», libri pop-up per la scuola materna che raccontano di vagine e mestruazioni , giochi di ruolo per adolescenti a tema sessuale. Anatomia, affettività, contraccezione, orientamento sessuale e l’immancabile, onnipresente identità di genere (tanto perché «la teoria gender non esiste, e non vogliamo indottrinare i bambini») raccontato a minori da pochi anni in su, il tutto finanziato dal Bando Pari opportunità della Regione Emilia Romagna: signore, signori e signoru benvenuti alla Tabooteca, la prima biblioteca pensata per «supportare, giocando, percorsi educativi nell’ambito della sessualità».

La Tabooteca: educazione sessuale per bimbi lasciata alle transfemministe

Dietro alla Tabooteca si cela l’Associazione Orlando di cui fa parte il Coordinamento Elette, che (citiamo la dicitura sul sito) si occupa di «lettura aumentata per un safe space intersezionale e itinerante». Che tradotto significa l’ennesimo lavaggio del cervello woke per bambini da tre anni in su, con i soldi del feudo Schlein-Bonaccini, ora solo Bonaccini. Capofila del progetto è Elena Lolli, attivista transfemminista e venditrice di vibratori e falli di gomma presso il sito Betty Books, per  «rinsaldare le fila della resistenza, unendo l’utero al dilettevole, con il coltello tra i denti e un dildo in mano surfando tra le infide trappole del vivere moderno al grido di: HASTA LA VIBRA SIEMPRE!». Ecco, all’educazione sessuale dei bimbi bolognesi ora ci pensa lei.

Lavaggio del cervello woke

«Sono anni che ci lavoriamo — spiega a Repubblica partendo dalla necessità di offrire strumenti per l’educazione sessuale ma ludici. Per ostetriche, insegnanti, consultori, sessuologhe, psicologi». L’obbiettivo? Parlare di aborto e gender ai bambini. «Molti di questi oggetti vengono dalla Francia, dove l’educazione su questi temi è da tempo materia di insegnamento a scuola. Da noi è ancora tabù, appunto, ma si tratta di parlare di aborto e persino di menopausa, di educare alla differenze e al consenso». Ed ecco quindi, dalla Francia, il modello anatomico di clitoride e dell’apparato riproduttivo femminile, ma «stiamo per esempio cercando strumenti educativo-ludici per i bambini maschi». Quando diventano più grandicelli, c’è la bottega dei vibratori della Lolli ad attenderli. Il sogno, fa sapere, «sarebbe creare tabooteche in tutta Italia. A Bologna è facile, altrove magari un po’ meno». Per fortuna.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Ma per fortuna cosa? Che ci sono donne che ancora non sanno che abbiamo due buchi la sotto. Donne che pensano che il sesso sia solo per procreare e si sottomettono a mariti squallidi solo per compiacerli. Donne che non hanno mai raggiunto l’orgasmo e non sanno manco cosa sia. Ma ben vengano queste cose. E ben vengano da subito. I bambini sono spugne, impareranno il rispetto, la conoscenza di sé stessi e la bellezza del sesso.

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