Roma, 16 nov – Uno strozzino di Torino si accontentava di “piccole” restituzioni, per porre la narrazione su toni sarcastici. Tassi di interesse a due zeri, con cifre che superano il tre. Ironie e giochi matematici a parte, il fatto, riportato da Agenzia Nova, è avvenuto nel contesto del capoluogo piemontese.

Lo strozzino di Torino e il suo “dolce” tasso di interesse

Qualcuno potrebbe ironizzare ancora di più e sostenere che, in fondo, tra i benefattori sulla scena mondiale e gli usurai veri non ci sia così tanta differenza. Ma in ogni caso, lo strozzino in questione, in quel di Torino, ha “operato” ai danni di 11 persone applicando tassi di interesse fino al 430%. Esatto. Sarà anche per quello che perfino gli autori dell’operazione della Guardia di finanza hanno deciso di intitolarla “Dolce interesse”, quasi a non voler rinunciare a un retrogusto, per così dire, sarcastico. In effetti però, il “gusto” c’entra davvero.

Le indagini

L’uomo utilizzava i suoi proventi, quelli di un’attività sommersa di prodotti dolciari, per finanziare la sua attività di usura. Dal febbraio 2022, però, gli agenti hanno iniziato a monitorarlo. Nel corso degli indagini, hanno recuperato 27 assegni dati a garanzia degli usurati, e oltre 140mila di denaro contante. Secondo la documentazione espressa, lo strozzino di Torino agiva almeno dal 2018. Una volta arrestato l’uomo, la Guardia di finanza ha recuperato circa 76mila euro di somme di profitto.

Alberto Celletti

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