Roma, 28 mag – Volodymyr Zelensky insiste con Mario Draghi e con il sostegno a Kiev, come riporta l’Ansa. Mentre nel Donbass la battaglia è sempre più dura. La ripetitività delle azioni e strategie occidentali (sia di Kiev che degli altri Paesi europei) contraddistingue ancora una volta le fasi di questo conflitto. Nonostante abbia portato a ben pochi risultati fin’ora. E dagli Stati Uniti, allo stesso modo, viene sempre e soltanto un messaggio: più armi.

Zelensky a Draghi: “Vogliamo altro supporto”

Volodymyr Zelensky scrive su Twitter circa la sua telefonata con Draghi: “Ho avuto una conversazione telefonica con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, in prima linea sulla situazione. Ci aspettiamo dai nostri partner ulteriore supporto per la difesa”. Poi il presidente ucraino si concentra sulle forniture enegetiche per i combattenti in Ucraina, e comunica di aver sottolineato al premier italiano “il problema dell’approvvigionamento di carburante e sono stati discussi i modi per prevenire la crisi alimentare. Dobbiamo sbloccare insieme i porti ucraini”.

Mosca “avanza” nel Donbass ma a “caro prezzo”

Mentre il sindaco di Severodonetsk conta circa  1.500 persone uccise dall’inizio del conflitto, le comunicazioni del premier britannico Boris Johnson sulla guerra sostengono che Mosca stia facendo “progressi lenti ma tangibili” in Ucraina e in particolare nel Donbass. Insomma secondo Londra l’esercito del Cremlino, in un modo o nell’altro, starebbe avanzando. Semmai il punto sarebbe “come” stia avvenendo questa avanzata. Putin, infatti sta “rosicchiando terreno” ma “a caro prezzo per se stesso e per l’esercito russo”, secondo Johnson. La linea, anche oltremanica, non cambia ed è monotematica: “È vitale continuare a sostenere Kiev”.

Alberto Celletti

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